Con il decreto Ristori, il Governo ha adottato interventi per assicurare un sostegno economico per quelle categorie più colpite dalle restrizioni Covid-19. Lo Studio Associato Faggiotto Samorè risponde alle domande più frequenti e ai dubbi degli operatori e dei dipendenti sul decreto Ristori 5.

Le risorse stanziate dal Governo, di cui le ultime del decreto Ristori 5, tra cassa integrazione e aiuti alle imprese pari a 37 miliardi, sono sufficienti per contenere gli effetti dell’attuale situazione?

Claudio Faggiotto: “Credo di poter rispondere con cognizione di causa infatti i consulenti del lavoro durante l’emergenza hanno trasmesso più dell’80% delle pratiche di cassa integrazione Covid e i soldi che arriveranno, se i criteri resteranno gli stessi dei decreti precedenti, saranno come un’aspirina per un malato grave”.

Come mai?

Raffaella Samorè: “Occorre pensare che durante la chiusura o restrizione dell’attività, i costi fissi permangono. Gli affitti, le bollette, i dipendenti restando da pagare e i ‘ristori’ arrivati, oltre che tardivi, sono ampiamente insufficienti a coprire perdite di fatturato che superano l’80%. Se consideriamo che l’importo medio dei ristori, erogati in due tranche, è di 3.275,00 euro, capiamo perché le misure adottate sono risibili”.

Come si può creare senso di fiducia a chi oggi ha una palestra chiusa piuttosto che un ristorante che può svolgere solo servizio di asporto?

Claudio Faggiotto: “Dobbiamo partire da un fatto: la crisi è strutturale, iniziata ancora prima della pandemia e i danni causati sono destinati a rimanere per un lungo periodo. Alcune imposte sono state rinviate, ma dovranno comunque essere pagate. E’ necessario che lo Stato destini una parte dei soldi per ridurre in modo permanente le tasse, prevedendo un esonero fiscale totale nel 2021 per chi dichiara una perdita causata dal Covid. Il Governo non ha rimodulato la pressione fiscale, in questo modo non si crea fiducia”.

studio associato Faggiotto Samorè
 
 
 
 

Le risorse stanziate dal Governo saranno come un’aspirina per un malato grave

Claudio Faggiotto

Quindi i numerosi crediti d’imposta che sono stati previsti non sono utili?

Raffaella Samorè: “No, il credito di imposta è utile in un’ottica di crescita dell’impresa e quindi quando quest’ultima ha oneri da pagare o quando è mirato a incentivare gli investimenti. Se i cali di fatturato si attestano a oltre l’80% è evidente che avrò poco o niente da pagare e se non ho niente da pagare, il credito di imposta non serve a nulla. Con cosa lo compenso? Con il costo per i lavoratori che sono in cassa integrazione? Con l’Iva se le vendite si sono praticamente azzerate?”.

Rispetto alle modalità di distribuzione degli aiuti, voi che lavorate ogni giorno centinaia di pratiche, che giudizio date?

Claudio Faggiotto: “Purtroppo negativo. Se penso ad esempio alla cassa integrazione nell’attuale causale Covid e quindi generalizzata per tutte le imprese, l’iter di utilizzo doveva essere semplificato. Fin da subito abbiamo avvertito i nostri clienti che la cassa integrazione non sarebbe arrivata nei tempi indicati dal Governo e, a distanza di quasi un anno, nulla è cambiato. Se i tempi di erogazione sono migliorati è solo per l’instancabile dedizione della nostra categoria e dei nostri collaboratori, nell’affrontare una normativa schizofrenica e in continua evoluzione, fra i tanti ostacoli dettati dalla burocrazia”.

Studio Associato Faggiotto Samorè – viale Raffaello Sanzio, 42  Valverde –  0547 86414 – info@studiofaggiottosamore.it – www.studiofaggiottosamore.it.

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Anna Budini

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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