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Il 40,9% in meno di presenze turistiche. Questo il dazio pagato nel 2020 dal nostro turismo all’emergenza Covid.

L’anno si chiude dunque per Cesenatico con appena due milioni di presenze, un dato che ci riporta agli anni del dopoguerra, quando la nostra capacità ricettiva era molto più ridotta ed il turismo straniero in città era ancora una voce marginale. Una perdita molto più consistente di quella del 1989, l’estate delle mucillagini, quando il fenomeno partì l’8 luglio e si concluse a metà agosto lasciando dietro di sé la tragica scia di migliaia di disdette.

 
 

Per colpa dell’emergenza pandemica, dunque, sono venuti a mancare i pernottamenti di un italiano su tre e di tre stranieri su quattro ed anche il dato degli arrivi è in linea con quello delle presenze (-41%). Per fortuna che, tra luglio ed agosto, l’industria della vacanza è ripartita arginando, seppur parzialmente, le perdite della prima parte di stagione. Altrimenti il dato sarebbe stato ancora più drammatico.

E anche dicembre non ha riservato sorprese. Con le incertezze legate al periodo e le limitazioni imposte dalla fascia arancione, nell’ultimo mese dell’anno, Cesenatico ha ospitato appena 12.364 turisti, ovvero il 54,7% in meno rispetto allo scorso anno.

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