Forte del suo indice Rt che oscilla attorno allo 0.80, oggi l’Emilia Romagna spera di tornare in zona arancione.

Una speranza fondata sui numeri, anche se la pressione sugli ospedali resta forte e dunque non è escluso che prevalga la linea della prudenza e si posticipi di un’altra settimana il passaggio di fascia.

I segnali, tuttavia, sono rincuoranti. Sia il Governatore Bonaccini che l’assessore alla sanità Donini si sono detti “possibilisti” rispetto al ritorno in arancione.

Questo significherebbe che da lunedì 12 aprile (o forse il giorno dopo) riapriranno i negozi, i parrucchieri e i centri estetici. Inoltre, in zona arancione, ci sarebbe anche la ripresa della scuola in presenza per seconde e terze classi delle scuole medie e per le secondarie di secondo grado in percentuale tra il 50 e il 75%.

Del resto, l’indice di trasmissione del virus, l’Rt, in questo momento è stabilmente sotto l’1. Lo era già nel monitoraggio di venerdì scorso per i dati dal 22 al 28 marzo, e lo è ancora oggi. L’incidenza, ovvero il numero di casi nuovi ogni 100mila abitanti in una settimana è scesa sotto la fatidica soglia dei 250. Nel monitoraggio di venerdì scorso era a 292, ma già guardando ai giorni successivi, fino al 4 marzo, era 253. Oggi – giorno del verdetto – potrebbe attestarsi attorno ai 240 casi. Ed è un indicatore che per il cambio di fascia, insieme all’Rt, conta molto. 

 
 
 
 

Perché dunque permane qualche dubbio? Per colpa della percentuale di occupazione dei posti letto negli ospedali che resta sopra la soglia: nelle terapie intensive è al 46% (limite al 30%) e negli altri reparti di degenza Covid è al 47% (soglia al 40%). Questi valori, a differenza degli altri, stanno scendendo in maniera più lenta e dunque questo dato potrebbe indurre oggi la Cabina di regia nazionale e l’Istituto superiore di sanità di attendere altri sette giorni prima di decretare il passaggio dell’Emilia Romagna in fascia arancione.

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valentino menghi
 
 
 

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