Non sarà un “back to school” spensierato per molti studenti che, dal 26 aprile – dai nidi alle superiori – torneranno in presenza.

Ieri, nel forlivese, sono finite in quarantena altre otto classi dopo che, al loro interno, è stata accertata attraverso il tampone molecolare la presenza di un alunno positivo al Covid. Dunque, quarantena di 14 giorni per tutti come prescrive il nuovo protocollo regionale per le scuole che considera “contatti stretti” tutti i compagni di classe (tranne quelli che non erano presenti nei giorni in cui il ragazzo positivo era a scuola).

I bambini e i ragazzi in quarantena devono restare al loro domicilio per i 14 giorni successivi all’esposizione, mentre la scuola riattiva la Didattica a distanza per la classe. Al termine di questo periodo viene programmato un tampone molecolare, con l’esito negativo si ottiene la lettera di fine quarantena. Chi non si presenta il giorno in cui viene eseguito il tampone, deve considerare la quarantena finita dopo 21 giorni invece che 14.  

Il periodo della quarantena è più lungo perché pare che le varianti abbiano un’incubazione più lunga e restino più tempo nell’organismo. Questo significa che un bimbo che oggi è negativo ma è stato a contatto con un positivo, può sviluppare la malattia durante i successivi 14 giorni.

 
 
 
 

E i docenti? Anche loro devono sottoporsi ad un tampone molecolare: fino a che non ricevono l’esito possono andare al lavoro ma senza avere contatti con gli alunni. Questo vale ad esempio per i professori che hanno più classi: se c’è un positivo in prima, fino all’esito del tampone non possono insegnare in terza. Se il tampone è negativo, si può riprendere l’attività regolarmente, se positivo l’insegnante deve rimanere isolato fino alla guarigione e finché riceve il certificato di conclusione dell’isolamento. Se a essere positivo è il docente, sono “contatti stretti” gli alunni delle classi che ha frequentato in presenza.  

Anche i genitori di un bambino positivo sono “contatti stretti”, quindi devono stare in quarantena. I genitori dei compagni di classe invece si definiscono “contatti di contatti”. Questo significa che non sono in quarantena, fino a che il loro figlio non sviluppa sintomi oppure risulta positivo. I genitori possono quindi uscire di casa o andare al lavoro, ma con tutte le avvertenze necessarie.

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