L’apertura dei parchi tematici sta all’estate come il tempo libero e la bella stagione stanno alla voglia di sperimentare nuove forme di divertimento all’aperto. Aperture e spazi all’aperto, argomento che in questi giorni rasenta un mantra che coinvolge tutti, che siano operatori dei settori interessati, o cittadini che vorrebbero sapere che estate si profila all’orizzonte.

“Orizzonte incerto – sostiene rammaricato Riccardo Marcante, direttore generale del parco tematico più grande d’Italia: Mirabilandia, che si trova alle porte di Ravenna – Lo scorso anno, dopo un confinamento molto difficile, abbiamo avuto l’ok ad aprire il parco in maggio, ma abbiamo dovuto chiuderlo subito prima della grande festa di Halloween, nonostante il rispetto di tutti i protocolli avesse fatto sì che tutto fosse andato bene! Quest’anno la notizia della riapertura il primo di luglio ci ha letteralmente spiazzato. Fino all’ultimo abbiamo sperato che l’assetto rimanesse invariato rispetto alle decisioni prese lo scorso anno, invece è stato come ricevere una porta in faccia! Ho l’onore e la responsabilità di gestire tutta l’organizzazione del parco che è come un grande paese di 85 ettari dove dietro alle attrazioni, ogni anno sempre rinnovate, vive una macchina organizzativa che impiega circa un migliaio di persone. Non ti accorgi di questo immane back office se non nel momento del bisogno, e se non te ne accorgi, vuol dire che funziona”.

Riccardo Marcante, direttore generale Mirabilandia
 
 
 
 

“Ora il personale è in cassa integrazione, gli stagionali durante l’inverno hanno ricevuto l’assegno di disoccupazione, si parla seriamente di famiglie che vivono una crisi mai neppure sospettata. Se lo scorso anno – continua Marcante – abbiamo fatto le prove generali, quest’anno, a maggior ragione, sappiamo come procedere, ad esempio con i contingentamenti, abbiamo ridotto, infatti, al 50% la capienza, e nel parco vigono le norme rigorose che tutti conosciamo per evitare assembramenti. Perché, questa decisione? Perché siamo penalizzati e discriminati rispetto a piscine, palestre e ristoranti che apriranno molto prima? Siamo dentro a un parco, dove il 95% degli spazi è all’aria aperta e l’acqua è regina, mi sfugge il senso del pericolo”.

E’ un grido d’allarme che unisce tutti i gestori dei parchi tematici d’Italia, sono 230, e molti concentrati proprio sulla riviera romagnola. I rispettivi rappresentanti dialogano con Roma, al momento senza sortire risultati.

In queste settimane lavorano all’unisono per informare attraverso i media della drammatica situazione che li vede costretti, in assenza di ristori adeguati, a fronteggiare gli impegni economici propri della categoria, assimilata ai circensi e ai luna park, tutti facenti capo al Ministero dello Spettacolo. “Nel resto d’Europa e negli Stati Uniti i parchi son già aperti – informa il direttore – Siamo una delle aziende più grandi della Romagna. Un’azienda ferma al momento, come una città spenta; sappiamo di non essere un bene indispensabile, ma siamo certi che passare una giornata all’aria aperta con la famiglia o con gli amici porti benessere, fa bene alla salute sia fisica sia morale. Mirablandia l’anno prossimo compirà 30 anni e vogliamo essere pronti per festeggiare un grande compleanno degno del buon nome del parco che offre divertimento e servizi di ottimo livello conosciuti e apprezzati in ambito nazionale e anche all’estero”.

“Il nostro motto dello scorso anno era: Sei super sicuro di divertirti, ed è stata parola mantenuta. Il motto di quest’anno? Al momento mi sento solo di dire: Intanto vogliamo aprire, poi ci pensiamo. Nel frattempo abbiamo proposto di offrire gli spazi ampi dei parcheggi del parco per far proseguire più celermente la campagna vaccinale, attendiamo risposta”, conclude il direttore.

Alma Perego

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