Ancora un po’ di ossigeno per i contribuenti italiani. E’ stato infatti posticipato al 30 settembre il termine per il pagamento del primo acconto Irap. Disposto anche un nuovo allungamento di un mese per il congelamento della riscossione che blocca fino al 31 maggio il pagamento delle cartelle e i quasi 40 milioni atti del Fisco fin qui bloccati dalle regole emergenziali. Da giugno, nei piani del governo, gli invii dovrebbero ripartire, ma con criteri selettivi per evitare di colpire le attività economiche più penalizzate dalla crisi.

La nuova sospensione interessa sia i pagamenti degli atti fiscali già ricevuti sia le cartelle bloccate ormai da oltre un anno, cioè da quando, l’8 marzo del 2020, il diffondersi della crisi pandemica spinse il governo Conte-2 a sospendere la riscossione.

 
 
 
 

Questa volta, però, almeno secondo il programma attuale dell’esecutivo Draghi, dovrebbe essere l’ultima. L’idea è infatti quella di riavviare gradualmente la macchina a partire da maggio, quando però la notifica degli atti sarebbe rivolta solo alle partite Iva che non hanno subito perdite considerate rilevanti. Il parametro potrebbe essere fissato nell’ormai consueta soglia del 30% di calo di fatturato, seguendo le indicazioni del Temporary Framework. Esclusi dalla sospensione, sempre da maggio, sarebbero poi i lavoratori dipendenti pubblici e privati che fin qui hanno ricevuto le stesse tutele fiscali degli autonomi. Il meccanismo in due tappe con lo stop generalizzato di un mese abbraccia ancora una volta anche i pignoramenti di stipendi e pensioni. E viene sospeso per un altro mese l’obbligo di verifica sulla fedeltà fiscale delle imprese che le Pa devono effettuare prima di liquidare fatture dai 5mila euro in su.

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