Sono il 6,05%, ovvero 5.732 su 94.792 gli operatori della scuola che, nonostante le campagne di sensibilizzazione, hanno deciso di non sottoporsi al vaccino anti-Covid.
“Una situazione confortante”, la definisce l’assessore regionale alla Scuola Paola Salomoni. Anche perché il dato accorpa una vastissima platea di lavoratori, dalle maestre della materna ai dipendenti universitari.
Il problema è che, mentre in Emilia i casi si contano sulla punta delle dita (a Parma, Piacenza e Reggio Emilia non risulta nessuno che non si sia sottoposto al vaccino), i “negazionisti” si concentrano soprattutto in Romagna, tra Forlì, Ravenna e Rimini, storicamente zoccolo duro del mondo no-vax: il 14,95% non ha fatto né la prima né la seconda dose.
Bisogna anche dire, però, che dentro quel 6% ci sono quelli che non vogliono vaccinarsi per motivi di principio così come i cosidetti “fragili”, ovvero le persone che per motivi di salute non possono vaccinarsi, così come chi ha avuto il Covid e sta aspettando per la prima iniezione.
Insomma, il personale scolastico non vaccinato è ormai una minoranza residuale, anche se sfuggono dalle maglie dei conteggi chi salirà in cattedra all’ultimo istante, ovvero i supplenti che arriveranno solo in questi giorni quando saranno chiamati a insegnare ed i vincitori di concorso non ancora nominati.
