Sarà accusato di tentato omicidio Claudio La Spina Turrisi, il 23enne catanese che, nel tardo pomeriggio di ieri, ha accoltellato un pescatore calabrese al bar della stazione.

Le condizioni della vittima, per fortuna, sono buone: dopo gli accertamenti effettuati al pronto soccorso dell’ospedale di Cesenatico, il pescatore 43enne, originario di Gioia Tauro (Carlo Riso), se la caverà con dieci giorni di prognosi.

Il lieve referto, tuttavia, non attenuerà le responsabilità penali dell’accoltellatore che frequentava da tempo la zona della stazione e si era già guadagnato la fame di molestatore e attaccabrighe.

L’accusa di tentato omicidio per La Spina Turrisi scatterà in automatico perché, come hanno riferito i testimoni, il fendente sembra sia stato portato direttamente al collo, dunque in un’area del corpo potenzialmente letale. Se la vittima se l’è cavata con pochi giorni di prognosi è solo perché il coltello ha raggiunto solo di striscio il collo del pescatore.

La vittima ha raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale “Marconi” a bordo di un taxi, mentre in quello stesso istante sono iniziate le ricerche dei carabinieri.

 
 
 

A quel punto, l’accoltellatore ha tentato di far perdere le proprie tracce, prima tentando di rubare un’auto, poi scappando a piedi verso il ponte del Gatto per dirigersi verso il quartiere Peep. Qui, tra via Cesenatico e via Marte, è riuscito ad entrare in un appartamento dove vive una coppia di anziani coniugi. Il proprietario dell’abitazione – Massimo Marchesini (classe 1956) – è stato aggredito e ferito non gravemente ed anche la moglie è stata malmenata. A quel punto provvidenziale è stato l’intervento di un vicino di casa che ha chiamato i carabinieri. La Spina Turrisi è stato arrestato dai militari e, nella colluttazione, ha riportato anche alcune lievi ferite che gli sono state medicate in ospedale.

Per lui si sono subito aperte le porte del carcere. Già per domani è attesa la convalida dell’arresto.

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