Il day-after ha i musi lunghi della frustrazione. Perché, anche se la sconfitta era stata messa in preventivo, nessuno nel centro-destra si aspettava una bocciatura di queste proporzioni.

Nel nuovo consiglio comunale, sugli scranni dell’opposizione, ci saranno per la Lista Buda il candidato sindaco, Lina Amormino (201) e Stefania Salsi (74), nuovo volto della politica locale. Il terzo più votato della lista è Fabio Bandieri (73).

Per Fratelli d’ Italia gli eletti Emilio Zarrelli (236), mentre nella Lega c’è Filippo Zamagni (76).

Toccherà a loro ricomporre i cocci della sconfitta e, tra le macerie fumanti di una disfatta cocente, provare a ricostruire un’idea politica comune.

Guardando ai voti – come a Bologna, Rimini e Ravenna – anche a Cesenatico è mancato clamorosamente il traino dei partiti, segno che le elezioni amministrative seguono (giustamente) logiche più localistiche e sono quasi impermeabili ai riflessi della grande politica nazionale.

 
 
 
 

E così la Lega – che alle ultime elezioni regionali di inizio 2020 aveva contabilizzato il 36,1% dei voti, dopo poco più di un anno arretra fino al 6,54%. Un dato che non concede attenuanti: a livello locale il lavoro del Carroccio, nell’ultima legislatura, è stato un mezzo disastro.

Fa leggermente meglio Fratelli d’Italia, ma il 10,3% non può soddisfare un partito che, a livello nazionale, si attesta su ben altre percentuali. Sorride, nel centrodestra, solo la lista civica Buda che, con il 21,31%, conquista quasi gli stessi voti della lista Gozzoli. Ma attorno a lui – per il momento – c’è ben poco da salvare.

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