“Il turismo e le prossime sfide. Innovazione nell’ospitalità”: questo è il percorso di formazione, suddiviso in cinque giornate, che prenderà il via il 9 novembre nella sede di M71, Consulenza e Formazione, in viale Saffi 83, a Cesenatico.

Il percorso è ideato e organizzato da M71 e dai consulenti di Panzavolta Group fra i quali Giuseppe Ricci, imprenditore alberghiero di Cesenatico e consulente aziendale.

“Il nostro sistema turistico locale ha bisogno di investire in maggiori competenze manageriali; altri territori hanno fatto grandi passi in questo ambito negli ultimi anni. Ad esempio il Salento dove lo sviluppo turistico ha avuto una forte crescita anche grazie alla formazione e a percorsi ci crescita imprenditoriali – spiega Raffaella Casadei, titolare di M71. Gli imprenditori del settore credono poco nel valore della preparazione e dell’acquisizione delle competenze manageriali per guidare e mantenere un’azienda. Servono, invece, competenze multidisciplinari e strategie per consolidare le attività. Ecco perchè mi impegno, alla guida di M71, nel proporre questi percorsi di alta formazione, intesa come opportunità di crescita grazie a docenti di alto valore”.

Ricci, com’è andata questa stagione turistica?

“L’estate ha avuto un buon recupero rispetto al 2020, molti alberghi sono tornati quasi ai valori del 2019. Tutto questo grazie alla congiuntura favorevole, che ha portato molti vacanzieri a scegliere la nostra costa, grazie alla facile raggiungibilità, poche ore di viaggio per arrivare al mare, anche dai Paesi europei più vicini all’Italia. La gente ha preferito andare in località conosciute,negli hotel dove aveva già alloggiato in passato, con la propria auto o in treno per sentirsi più liberi in caso di complicazioni sanitarie”.

Quali sono stati i risultati?

“Il turismo come settore ha avuto a livello italiano una reazione a “V”, o meglio a molla, come indicano gli economisti. L’impatto sul PIL nazionale, in proporzione, è stato superiore ad altri settori, come il manifatturiero o la moda. I consumatori dopo 2 anni di chiusure, con un calo dei consumi mai visto nella storia degli ultimi decenni, hanno reagito acquistando vacanze, soprattutto in Italia. Ma attenzione non facciamo l’errore di credere che tutto vada bene e che la crisi sia superata con un ritorno al pre-Covid. Sarebbe un errore imperdonabile”.

 
 
 

Possiamo essere soddisfatti di come sono andate le cose?

“Si, ma dobbiamo anche avere la consapevolezza che quello che abbiamo offerto non ha rappresentato niente di innovativo per il consumatore. I problemi sono sempre gli stessi: parcheggi, affollamento in spiaggia, strutture obsolete, viabilità; tutte le questioni sono sempre sul tavolo. C’è da chiedersi se la Romagna è stata percepita come rinnovata nella sua offerta o se è sempre se stessa. Perché non si può negare che la pandemia abbia cambiato in profondità le aspettative dei consumatori. E non possiamo avere un’offerta che, alla fine, è la stessa di30/40 anni fa”.

Quali sono stati i problemi che voi operatori avete dovuto affrontare? Come li avete affrontati?

“Uno dei problemi più evidenti che ha caratterizzato l’estate trascorsa è stata la mancanza e la difficoltà nella ricerca dei collaboratori. Gli imprenditori hanno dovuto occupare molto tempo per cercare persone adatte ai vari ruoli. E’ una tendenza che va avanti da anni e proprio nel 2021 è letteralmente esplosa. Le cause sono note e non serve enfatizzarle. Dobbiamo imparare a fare ricerca e selezione, è una competenza che va acquisita e migliorata. Ma dobbiamo anche migliorare l’offerta e la qualità del lavoro. Se il marketing si è sempre occupato del prodotto e dei clienti ora gli stessi strumenti sono necessari per individuare i migliori talenti nel mercato del lavoro. Un approccio che definirei ‘umanistico’ e che mette le persone al primo posto, al pari dei clienti. Ma d’altra parte è la natura stessa del tipo di business che è centrato sul servizio al cliente e le persone ne sono protagoniste”.

Come si può fare business oggi?

“Serve un sforzo collettivo per essere competitivi anche dopo la pandemia e intercettare i nuovi turismi alto spendenti. Occorrono investimenti adeguati nella formazione, nella digitalizzazione e nel prodotto più in generale, insomma bisogna considerare il turismo come un settore d’avanguardia e fare investimenti adeguati. Il tempo del ‘dut chi vaga’ (dove vuoi che vadano i turisti se non in Romagna!) è finito da tempo, anche questa idea che l’Italia è il posto più bello al mondo, dove si mangia meglio e… via con i soliti luoghi comuni, non basta più. Se non saremo preparati alla fine della pandemia avremo competitor molto agguerriti in tutto il mondo, anche vicino a casa nel Mediterraneo, che non faranno sconti”.

 

Per info sul corso di formazione “Il turismo e le prossime sfide. Innovazione nell’ospitalità” 

M71: www.metodo71.it

Via A. Saffi, 83 47042 Cesenatico FC

Contatti: 0547 80645, formazione@metodo71.it

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Anna Budini

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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