Nei giorni scorsi in Questura a Forlì sono stati resi noti i dettagli dell’operazione della Digos sui falsi certificati che venti pazienti della provincia di Forlì-Cesena avrebbero ottenuto a pagamento (senza farsi nemmeno visitare) da un medico di Genova.

Lo scopo era quello di avere un certificato medico valido che li esentasse dall’obbligo di indossare la mascherina, una delle battaglie più comuni da parte dei no-vax.

E infatti l’indagine della Polizia era scaturita proprio da una serie di controlli avvenuti lo scorso mese di aprile in piazza del Popolo a Cesena, durante una delle tante manifestazioni ‘No paura day’.

 
 
 

Controllando alcune persone che non indossavano la mascherina, è stata esibito ai poliziotti un certificato medico – firmato dal dottor Roberto Santi – che confermava la presenza di patologie non compatibili con l’uso delle mascherine.

L’anomalia notata dai poliziotti è stata, però, la residenza del medico (Genova), troppo distante dal domicilio del paziente (Cesena). Per quale ragione – si sono chiesti gli agenti – un paziente affetto da una patologia medica dovrebbe farsi prescrivere l’esenzione da un medico ligure? E non, invece, dal proprio medico di base? 

I poliziotti hanno deciso di trattenere il documento per compiere accertamenti e, dopo una serie di indagini più approfondite, è emerso che il paziente non era stato neppure visitato dal dottor Santi né aveva fornito al medico documentazione scientifica sulle proprie presunte patologie.

Ai 21 indagati è stata notificata, nei giorni scorsi, la chiusura delle indagini preliminari. Dunque per loro il processo dovrebbe essere scontato. I reati contestati sono falso ideologico, ricettazione e utilizzo di certificazione sanitarie false. Tra gli indagati risulta c’è anche una 41enne di Cesenatico, candidata del Partito Democratico alle recenti elezioni comunali in Riviera (non eletta in consiglio comunale).

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