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Rinnovo delle concessioni balneari, arriva l’ok del Senato per il “ddl” concorrenza. La novità più rilevante – contenuta nel comma 3 – è che, rispetto alla scadenza di fine 2023, viene concesso un anno in più per organizzare le gare (quindi 31 dicembre 2024).

Un “contentino” che non soddisfa la categoria dei balneari. Secondo Confartigianato imprese demaniali Rimini “non ci sono i tempi per organizzare 450 bandi”. E così la pensa anche Simone Battistoni, presidente della Cooperativa Bagnini di Cesenatico, che ritiene “molto improbabile che un Comune come Cesenatico sarà in grado di gestire così rapidamente i bandi per oltre duecento aree demaniali in concessione”.

 
 
 
 
 
 
 

Il problema, in effetti, è che su molte spiagge non ci sono soltanto gli stabilimenti balneari, ma tante altre strutture, da bar, ristoranti, circoli sportivi e negozi. Insomma, un ginepraio di norme e cavilli burocratici che, tra contenziosi e lungaggini fisiologiche, potrebbe rendere questa scadenza quasi impossibile da rispettare.

Il secondo punto saliente è il calcolo degli indennizzi previsti per il concessionario uscente (una sorta di avviamento di impresa che il concessionario in arrivo deve versare a chi lascia). Ebbene, la stima viene demandata al governo che, in questo modo, ha prorogato ogni decisione. La buona notizia è che, in ogni caso, le “buonuscite” ci saranno, anche se la loro entità verrà decisa attraverso decreti futuri.

 

 

 
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