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Un anno e ventimila euro di ammenda. Questa la richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero Francesco Buzzi contro il costruttore Vittorio Tosi e il notaio Maria Chiara Scardovi nel processo sulla lottizzazione abusiva dell’ex Hotel Riviera, diventato – come noto – una palazzina di 23 appartamenti affacciati sul porto canale di Levante.

Per la procura, infatti, sono loro – e solo loro – che devono rispondere di abuso edilizio. Per tutti gli altri la pubblica accusa ha chiesto l’assoluzione per mancanza di elementi probatori o perché  il fatto non costituisce reato.

 
 
 
 
 
 
 

Del resto, sin dalle prime udienze del dibattimento, si era compreso che tutti gli acquirenti delle varie case non erano che “vittime” di quel bizzarro ginepraio normativo che aveva trasformato un “buon affare immobiliare” in un autentico calvario legale. In sostanza, avevano acquistato in buona fede appartamenti che ritenevano validamente edificati e poi si erano ritrovati senza nulla in mano ed alla sbarra con accuse anche gravi.

Dunque, possono tirare un sospiro di sollievo Alessandra Rabitti, Vincenzo Gotti, Mauro Berantelli, Maria Letizia Piepoli, Mauro Armuzzi, Laura Pepoli, Sandra Versari, Sonia Iuorio, Vanessa Pepoli, Enzo Montagnani e Patrizia Grandi. Per loro il piemme ha infatti chiesto l’assoluzione.

Resta seria invece la situazione legale per i due imputati principali: sia per Tosi che per la Scardovi è stata chiesta la medesima pena: un anno di arresto e 20.000 euro di ammenda. A fine luglio sono previste le arringhe dei difensori, dopodiché arriverà la sentenza.

 
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