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Da una parte il verde rigoglioso dei pini secolari, dall’altra l’azzurro del mare. Incorniciata da una coreografia che sembra un acquerello, nella spiaggia 95 di Pinarella (sopra lo storico bagno Anna), è nata “La Terrazza Pub & Restaurant”, l’ultima avventura nel mondo della ristorazione della famiglia Duca.

Al timone del nuovo locale c’è Daniel che, in questo spicchio di riviera cervese, ha creato il progetto in assoluto più ambizioso: un ristorante di soli settanta posti (“potevano essere il doppio, ma non avrei potuto mantenere gli standard di qualità che mi ero prefissato…”), un menù di altissimo livello e, ai fornelli, uno chef appena arrivato da Londra che, tra Cipriani e il Twiga di Briatore, ha lavorato nelle cucine stellate più prestigiose.

 
 
 
 
 
 
 

Viene dalla Sicilia, precisamente da Caltanissetta, Francesco La Verde, 29 anni, figlio d’arte (il padre Salvatore è un masterchef pasticcere che, dopo una gloriosa esperienza in Germania, ha aperto a Delia un rinomatissimo laboratorio di dolci siciliani).

A Pinarella c’è finito un po’ per caso perché, stanco dei ritmi frenetici della City, ha deciso di sposare un nuovo progetto creando un menù che è la sintesi culinaria tra le sue origini sicule e i cinque anni londinesi dove, tra le altre cose, ha lavorato per Cipriani, per il Sumosan Twiga di Briatore e per l’Atelier de Joël Robuchon di Covent Garden (2 stelle Michelin): “La mia è una cucina prettamente Mediterranea – spiega La Verde – un mix tra semplicità e gusto del contemporaneo. Una cucina che, pur spigolando tra ‘rivisitazione’ e cultura della tradizione, parte da una condizione non negoziabile: la qualità assoluta delle materie prime”.

Protagonista dei piatti, come omaggio alla sua terra, è l’autentico Gambero Rosso di Mazara del Vallo, chiamato anche “l’oro dei pescatori”, la punta di diamante delle tipicità siciliane che, nel menù de La Terrazza, viene proposto con una tartare su letto di kiwi e chips di riso nero.

Ma tra le “perle” della cucina di Francesco La Verde c’è anche la Parmigiana di Melanzane con spada e pesto di basilico, il passatello con ragù di spigola, il pacchero all’astice, la seppia in tecia a carasau, il tonno scottato al sesamo con finocchi brasati e crema di avocado ed altre prelibatezze che possono essere degustate nell’elegante ristorante.

E per chi, invece, predilige una ristorazione più veloce ma non vuole rinunciare all’alta gastronomia, davanti alla spiaggia, c’è anche il nuovo self-service, un angolo gastronomico dove – ad un prezzo abbordabile per tutte le tasche – si possono assaggiare piatti light di grande qualità come l’insalata di hummus, moscardini e avocado, la tartare di branzino marinato e pop-corn e addirittura le ostriche. Il resto è garantito dalla magia della location dove – tra la vista mare, gli arredi glam e le luci soffuse – sembra di essere in un salottino mondano di Montecarlo e non certo sulla spiaggia di Pinarella.

 
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