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Doveva essere un prezioso stage formativo ma, per quell’aspirante parrucchiera, il tirocinio nel salone di Cesenatico si era tramutato in un calvario quotidiano. Tanto che, dopo aver abbandonato anzitempo il lavoro, si era rivolta ad un legale per sporgere denuncia.

Una storia di versioni contrastanti che – dopo 4 anni (i fatti risalgono al 2018) – ha avuto il suo epilogo ieri in tribunale a Forlì con l’assoluzione – perché il fatto non sussiste – per il titolare di un negozio di parrucchieri a Cesenatico.

 
 
 
 
 
 
 

Le accuse a suo carico non erano per niente leggere: violenza privata, minaccia ed atti persecutori. In particolare, secondo le accuse della stagista, l’uomo (un 30enne) la offendeva puntualmente di fronte alle clienti, prendendola in giro per il suo aspetto fisico e sostenendo che la giovane fosse di “facili costumi”.

Difeso dall’avvocato Fabrizio Briganti, il parrucchiere aveva sempre negato ogni addebito e ieri il giudice gli ha dato ragione.

Cadono dunque le accuse formulate dalla ragazza, una 22enne di Cesenatico che, una volta terminata la scuola per estetista e parrucchiera, aveva iniziato un progetto di tirocinio per 450 euro al mese. Uno stage mai terminato perché la 22enne, stremata da quell’ambiente di lavoro – a suo dire – insostenibile, aveva dato le dimissioni. Ma nessuna delle accuse è stata provata in giudizio e ieri il parrucchiere è stato assolto.

 
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