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La caduta anticipata del Governo Draghi ha riacceso le ostilità, per altro mai sopite, fra il Partito Democratico e la Lega. In Emilia Romagna, in particolare, la contesa ha visto protagonisti due nomi politicamente agli antipodi che, nelle ultime ore, hanno dato vita ad un duello rusticano: da una parte il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e, dall’altra, il deputato leghista Jacopo Morrone.

 
 
 
 
 
 
 

Ed è stato proprio l’esponente del Carroccio, dopo aver letto la disamina del Governatore sulla situazione politica attuale, a soffiare sul braciere delle polemiche: “Bonaccini – ha spiegato il deputato forlivese – non è né obiettivo né onesto intellettualmente. E’ un tipico esponente del Pd, il partito che scansa sempre le responsabilità del mal fatto scaricandole su altri. Ma la realtà è lì a dargli torto. Mario Draghi ha fatto tutto da solo, forse mal consigliato dai suggeritori del Nazareno tutti presi dagli interessi del partito piuttosto che da quelli degli italiani. Altro che ‘super partes’, Draghi ha dichiarato la propria appartenenza politica sciorinando al Senato un discorso di parte, denso di passaggi politicamente inaccettabili. Bonaccini avrebbe dovuto fare un ‘mea culpa’. Invece cerca subito il capro espiatorio: il centrodestra e la Lega, che, in particolare, ha dato il sangue per il Governo Draghi, per la stabilità e per il senso di responsabilità nei confronti degli italiani. La Lega ha offerto a Draghi più vie d’uscita dall’impasse e soluzioni ragionevoli garantendogli la fiducia. L’invito a Bonaccini è di scendere una volta per tutte dal pulpito”.

Un attacco al vetriolo alle quali Bonaccini ha replicato così: “Consiglierei all’onorevole leghista Jacopo Morrone, tronfio per aver mandato a casa Draghi, invece che occuparsi di me, di riflettere sulle batoste alle recenti elezioni amministrative (tra lo scorso ottobre e maggio) a Ravenna, Rimini, Cesenatico, Cattolica e Riccione, lui regista della Lega in Romagna”. Morrone infatti, sottolinea il presidente della Regione, è anche segretario del Carroccio in Romagna.

“Tronfio io? – ribatte ancora Morrone -. E’ una gara dura con Bonaccini che si è tanto compiaciuto della nuova immagine di focoso palestrato creatagli per far dimenticare l’aspetto di grigio travet comunista delle origini. Voglio offrirgli un suggerimento: la permalosità è cattiva consigliera”.

 
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