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Non c’è dubbio che il passaggio al “porta a porta” abbia sollevato un bel po’ di proteste nel centro di Cesenatico. E più di un malumore è giunto all’orecchio del sindaco Gozzoli che, per parare tutte le obiezioni – dopo l’infuocata assemblea di martedì scorso nel quartiere Centro Storico/Boschetto e dopo la plateale protesta di via Melozzo da Forlì – ieri sulla sua pagina social ha fatto il “punto della situazione” dando la sua versione dei fatti.

“Sono ormai trascorsi due mesi dall’inizio del servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti nella zona a mare della ferrovia e in tutti i quartieri turistici di Cesenatico – ha scritto il primo cittadino . Già dalle assemblee pubbliche svolte nei mesi di marzo e aprile avevamo spiegato che sarebbe stato un passaggio molto forte e che serviva tempo per entrare a regime. Proprio per questo motivo e per accompagnare al meglio la transizione al nuovo sistema sono state mantenute le tradizionali isole ecologiche stradali per aiutare coloro che ancora non avevano ritirato il kit e per i turisti e proprietari di seconde case che nei mesi di maggio e giugno non erano ancora qua”.

 
 
 
 
 
 
 

“Abbiamo registrato una serie di problematiche che stiamo monitorando e correggendo insieme ad Hera e alle cooperative che si occupano del servizio. In molti casi – ha spiegato – vengono segnalati all’URP, ad Hera e anche al sottoscritto mancati svuotamenti rispetto ai giorni previsti da calendario. Nelle scorse settimane, dopo aver incontrato le associazioni di categoria, abbiamo anche scritto all’Agenzia Regionale Atersir per fare presente i problemi riscontrati. Tuttavia è bene precisare che al momento su 40.000 svuotamenti giornalieri in tutto il territorio comunale, registriamo circa 20 segnalazioni di disservizi da parte di cittadini o imprese; non possiamo lasciare indietro nulla ma i numeri non mentono”.

“In merito all’episodio di via Melozzo da Forlì, presentato come una protesta attuata da alcune attività – persegue Gozzoli – vorrei precisare alcune cose. La presunta protesta sarebbe stata attuata ieri (martedì 26 luglio) a causa del mancato ritiro della indifferenziata. Al di là dell’episodio che considero comunque riprovevole, è bene che cittadini e imprenditori sappiano che la raccolta dell’indifferenziata per le attività avviene 4 volte alla settimana nelle giornate di lunedì, mercoledì, venerdì e domenica. Pertanto il mancato ritiro di martedì non si configura come disservizio ma normale gestione di un nuovo sistema che ha tra gli obiettivi la riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati a favore invece di un alto tasso di differenziata. Proprio per questo motivo nei mesi scorsi come Amministrazione ci siamo mossi insieme da Hera per potenziare tutti i ritiri presso le attività con queste cadenze: Indifferenziato prima ritiro 7 su 7 oggi 4 su 7; Organico prima 7/7 oggi 7/7; Plastica e lattine: prima 2/7 oggi 5/7; Vetro prima 2/7 oggi 4/7; Cartone prima 6/7 oggi 6/7 prima dal lunedì al sabato oggi anche la domenica saltando solo il martedì”.

“Tornando a via Melozzo – aggiunge ancora Gozzoli – nei sacchi erano presenti grandi quantità di rifiuto completamente indifferenziato con organico misto a tante altre frazioni, sintomo di una noncuranza della raccolta. I problemi restano e sui disservizi come amministrazione ci stiamo spendendo per correggere le mancanze ma le attività che non rispettano i giorni di raccolta e poi inscenano proteste di questo genere bloccando la strada non possiamo che censurarle e nei prossimi giorni se non rispetteranno le nuove disposizioni provvederemo a sanzionare”.

“Stiamo vivendo un periodo di grande cambiamento nei sistemi di raccolta, se vogliamo raggiungere gli standard europei di raccolta differenziata occorre collaborare tutti insieme. Il gestore (Hera) – conclude il primo cittadino – deve fare la sua parte ma cittadini e imprese devono collaborare se vogliamo raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge. Perché siamo partiti a maggio? Semplicemente perché se fossimo partiti in autunno avremmo trovato vuote miglia di seconde case e centinaia di attività stagionali spostando il problema alla primavera 2023”.

 
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