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E adesso, in quest’epoca di emergenze infinite, prepariamoci a fare i conti con le punture dei pappataci. Questi insetti, simili a piccole zanzare, sono infatti portatori del virus “Toscana” che spesso è asintomatico, ma può provocare anche la meningite, che colpisce il sistema neurologico e necessita di trattamenti mirati.

Il problema – che gli osservatori sanitari indicano in “preoccupante aumento” – è concentrato mei mesi più caldi, da maggio a ottobre, ma dall’inizio dell’estate ad oggi all’ospedale “Bufalini”  di Cesena sono stati dieci i pazienti ricoverati, tre dei quali solo negli ultimi giorni. Un aumento non casuale visto che, nel mese di settembre, il numero di zanzare sulla riviera romagnola è cresciuto a dismisura.

 
 
 
 
 
 
 

A tutti i pazienti sono state diagnosticate delle forme di meningiti da non sottovalutare, anche se fortunatamente fino ad oggi mai letali.

Una volta punti l’incubazione del virus oscilla tra i 3 ed i 7 giorni e i sintomi che compaiono vengono superati, di solito, dopo 7 giorni, senza lasciare particolari conseguenze.

I disturbi nella fase acuta dell’infezione sono però piuttosto pesanti: forte mal di testa, febbre, nausea e vomito, oltre a sintomi caratteristici come la rigidità nucale, la fotofobia, cioè il grande fastidio provocato dalla luce, e una grande difficoltà a sopportare i rumori.

Per questa ragione l’Ausl raccomanda di mettere in atto tutte quelle strategie difensive normalmente utilizzate contro le zanzare, ovvero usando insetticidi, repellenti sulla cute o coprendo le parti scoperte del corpo e proteggendo gli ambienti chiusi con zanzariere.

 
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