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Con la prossima legge di bilancio, come noto, il Governo Meloni sembra seriamente intenzionato a “reintrodurre” l’utilizzo dei voucher nel mondo del lavoro. Un dispositivo di assunzione “a chiamata” molto apprezzato dall’industria del turismo romagnolo. Non la pensa così, però, la Cgil Forlì-Cesena che, in una nota congiunta isieme a Filcams e Flai, parla di decisione “scellerata” schierandosi, in maniera netta, contro “la reintroduzione dei Buoni Lavoro”.

Secondo i sindacati si tratta di una scelta “ideologica ed inaccettabile perché legittima lo sfruttamento lavorativo in settori ad alto rischio di infiltrazioni della malavita organizzata come l’agricoltura e il turismo e perché significa non dare un presente e un futuro anche previdenziale alle lavoratrici e ai lavoratori di questo paese rendendoli sempre più precari e senza alcuna tutela”. Insomma, per la Cgil, in questo modo, “il lavoro torna ad essere merce”.

 
 
 
 
 

“La reintroduzione e l’estensione fino a 10.000 euro della possibilità di utilizzo – prosegue la nota dei sindacati – non significa affatto introdurre flessibilità ma legittimare lo sfruttamento per Legge sostituendo contratti regolari con buoni lavoro che di ‘buono’ non hanno proprio nulla. Non sono infatti necessarie ‘forme semplificate’ di utilizzo delle prestazioni dal momento che la flessibilità in questi settori è già prevista da un sistema di leggi e contratti collettivi che consentono le più ampie flessibilità”.

“Inoltre – prosegue ancora la nota – è errato sostenere che con il voucher si assicurano le tutele previdenziali dato che il versamento alla gestione separata Inps (13% contro circa il 33% dei dipendenti) non sarà ovviamente sufficiente a maturare una pensione dignitosa e non copre le minime tutele sociali quali malattia, maternità, indennità di disoccupazione, assegni famigliari. Come non è garantita la stessa prevenzione contro gli infortuni, in settori come quello del turismo e agricolo che sono tra i più soggetti a incidenti anche mortali, mettendo così a rischio la sicurezza delle persone vista la totale mancanza di formazione”.

In definitiva, secondo le sigle sindacali, “la reintroduzione dei voucher in forma così massiccia rischia di favorire il lavoro nero e indubbiamente non è la direzione giusta per lo sviluppo né del turismo né dell’agricoltura, che risultano settori strategici per il nostro paese e per il nostro territorio. In ultimo non è sicuramente questa la strada per risolvere l’annoso problema del reperimento di manodopera nelle attività turistiche e in agricoltura. Al contrario, andremo verso un ulteriore impoverimento del lavoro ed una sempre minore attrattività dell’occupazione in questi settori. Un danno difficilmente riparabile se si confermerà in Legge di Bilancio questa norma. Riteniamo pertanto indispensabile – conclude la nota – mettere in campo tutte le iniziative possibili per la modifica di questa scelta sciagurata dell’esecutivo”.

 
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