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Il Consiglio comunale di Cesenatico – in linea con quasi tutte le amministrazioni romagnole in quota Pd – ha deciso di dire no all’annullamento automatico parziale dei debiti di importo residuo fino a 1.000 euro spettanti al Comune.

A votare a favore di quanto proposto dall’amministrazione comunale a proposito del tanto discusso provvedimento di stralcio delle cartelle esattoriali sono state le forze politiche di maggioranza (Pd e Cesenatico Civica), mentre si sono detti contrari i gruppi d’opposizione del centro destra.

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La Legge n.197 del 29 dicembre 2022, come noto, dispone lo stralcio relativamente ai debiti di importo residuo, alla data del 1° gennaio 2023, fino alla cifra di 1.000 euro, comprensiva di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni. Il tutto vale, per i singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, per le somme dovute a titolo di interessi di mora. Rimane dunque dovuta la quota riferita al capitale e al rimborso delle spese maturate per le procedure esecutive e di notificazione della cartella di pagamento. Si tratta di imposte accertate, chieste a rimborso, che il Comune di Cesenatico ha diritto di riscuotere: sono per lo più sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del Codice della strada.

Agli enti locali è stata data la facoltà di procedere all’annullamento automatico. Ma a Cesenatico si è approvata una delibera di diniego allo “stralcio parziale” automatico previsto dalla Legge del Governo. Questa scelta non pregiudica comunque la possibilità di ottenere i medesimi benefici, in termini di riduzione degli importi da pagare, attraverso l’adesione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. In pratica, si può richiede il pagamento della quota capitale, oltre che eventuali spese sostenute per le procedure esecutive e ottenere di conseguenza l’annullamento della cartella. Ciò a fronte del pagamento del residuo importo dovuto, che può essere anche rateizzato fino a un massimo di 18 rate.

“Se si fosse provveduto alla cancellazione automatica del debito – ha motivato la propria decisione l’amministrazione comunale – si sarebbe introdotta un’ingiustificata e irragionevole disparità di trattamento tra i carichi che l’ente ha affidato per la riscossione coattiva agli agenti rispetto a quelli per i quali ha emesso atti di ingiunzione fiscale. E questo avrebbe un impatto negativo sui crediti iscritti in bilancio dell’ente”.

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