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Quando si parla di Bolkestein la mente vola subito al destino incerto dei 170 stabilimenti balneari della riviera romagnola. E, invece, nella delicata partita delle concessioni sul demanio marittimo, bisogna includere anche tutte quelle attività, non solo turistiche, che rischiano di essere travolte dallo tsunami delle aste pubbliche.

Le aziende presenti nel tratto di riviera romagnola della nostra provincia sono complessivamente 300. Oltre ai bagni al mare, sul demanio marittimo ci sono infatti importanti ristoranti, come ad esempio la «Teresina», «La Baia», il Gambero Rosso e lo «Sloppy Joe’s» sul molo di Levante.

Sull’area demaniale di Cesenatico ci sono anche i ristoranti “Urbano” e “Faro” sul molo di Ponente, ma anche tanti bar e pub come l’ex Lanternino. E poi i chioschi, le piadinerie, le discoteche come il Molo 9Cinque sul porto di Cesenatico ed ex discoteche come il “Bitter”.

 
 
 
 
 
 
 

E poi cantieri navali, colonie marine, case per ferie, concessioni di campeggi, circoli velici, circoli nautici e altre attività, inclusi centri estivi, opere parrocchiali e sociali. In poche parole sul demanio marittimo e portuale c’è un mondo intero.

 
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