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Adesso che i turisti se ne sono ormai andati possiamo dirlo senza il timore di creare pericolosi allarmismi: quello del granchio blu è un problema serio non solo per la pesca ma anche per la balneazione. Nelle ultime settimane, infatti, diversi esemplari sono stati avvistati sulla battigia, segno che questo granchio che – di solito – nuota a diverse miglia dalla costa, si sta pericolosamente avvicinando alla riva.

Ribadiamo: non sono specie che, abitualmente, passeggiano sulla battigia, ma la loro proliferazione nelle nostre acque rappresenta una novità assoluta e, dunque – come tale – nessuno può prevedere con certezza l’evoluzione di questo fenomeno che, ogni giorno regala, informazioni inedite. Ad esempio, come riportato ieri dall’Ansa, si sta assistendo in molte zone a fenomeni di cannibalismo con gli esemplari più grandi che attaccano quelli più piccoli per accaparrarsi spazio e cibo; insomma sono così tanti i granchi blu presenti nelle acque italiane che non hanno più da mangiare a sufficienza.

Dunque, poiché esistono già colonie di granchi blu nelle acque del porto e nella vena Mazzarini, non si può escludere che gli esemplari, in cerca di cibo, possano spostarsi anche nelle acque basse vicino alla riva. Uno scenario che sarebbe catastrofico per il turismo, visto che parliamo di una specie molto aggressiva con chele robuste e potenti in grado di infliggere ferite serie anche all’uomo (già alcuni pescatori sono dovuti ricorrere ai punti per far rimarginare le ferite dei loro attacchi). Insomma, mentre gli escherichia coli sono un fenomeno gestibile, quello del granchio blu rischia di diventare una minaccia seria per i bagnanti e quindi per l’estate 2024.

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