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Da qualche anno è il suggestivo porto canale leonardesco il “cuore” pulsante del Natale di Cesenatico. Ma non è sempre stato così.

In passato, per non isolare dalla festa le storiche attività commerciali del lungomare, le varie amministrazioni comunali avevano fatto scelte diverse, creando momenti di intrattenimento anche in piazza Costa. Erano gli anni dei villaggi di Natale, della pista del ghiaccio, delle iniziative non sempre indovinate, ma qualcosa – nella piazza centrale della città – si era sempre fatto.

Dopo l’era Covid qualcosa è cambiato: lo scorso anno è stato installato un tunnel luminoso, quest’anno si è optato per la scritta “Cesenatico”… Il risultato? Lungomare semideserto e per le attività commerciali del Carducci (dove l’unico richiamo al Natale sono le classiche luminarie appese ai lampioni) è stato, per il momento, il peggior inizio di dicembre della storia.

Con viale Roma chiuso, la viabilità compromessa e la concorrenza dei mercatini – anche quelli – collocati a ridosso del porto, il rito della passeggiata sul lungomare è ormai sparito. E per i negozianti tenere aperte le attività è – con pochissime eccezioni – una rimessa.

E così lo spettacolo musicale di “Cardinale Eventi” in programma oggi pomeriggio (ore 15,30) in piazza Costa (si annuncia una scenografica dama al violino) sarà vissuto dagli operatori commerciali come il classico “contentino”, un evento isolato che – nel caso porti un po’ di gente – non farà altro che alimentare polemiche e nuovi malumori.

 
 
 
 
 
 
 

La rete dei negozi di Cesenatico – tra l’incudine dell’Iper e il martello di Amazon – vive anni di profonda crisi. C’è chi apre il negozio e, in una giornata, non batte neppure uno scontrino. Eppure le attività sono dei presidi preziosi perché, anche nei mesi tristi dell’inverno, tenendo accesa un’insegna, contribuiscono a ravvivare l’immagine di una città che, diversamente, durante i giorni della settimana, sarebbe tristemente desolata.

Ogni anno – e questo è un fatto – di attività invernali sul Carducci ce ne sono sempre meno. E non è una bella notizia. Perché ogni insegna che si spegne è un pezzo di città che muore.

 
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