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E alla fine, dopo tante polemiche, l’autovelox dell’Adriatica finisce sulla scrivania del Prefetto. E’ l’iter, inevitabile, dell’esposto presentato da Lilly Giordano, una cittadina di Cesenatico che si è presa a cuore la questione e che, dopo aver portato la vicenda nelle trasmissioni televisive nazionali, ha avviato anche un iter istituzionale finalizzato a dimostrare la “non legalità” di quel dispositivo che, in otto mesi, ha fatto strage di verbali.

Nel mirino, come detto, l’autovelox installato dallo scorso mese di maggio sulla Statale Adriatica, alla fine del cavalcavia che in direzione da Rimini porta a Cervia. Lilly Giordano, a capo di un movimento spontaneo di cittadini, contesta la collocazione di quel rilevatore di velocità e chiede che venga spostato in un’altra posizione.

Per questo, la settimana scorsa – dopo aver avuto anche un incontro in Comune – si è recata in prefettura a Forlì, dove ha depositato un esposto in cui chiede formalmente di indagare sul corretto montaggio dell’autovelox. Dagli uffici prefettizi le hanno comunicato che contatteranno l’Anas, la società proprietaria della Statale Adriatica, per verificare che il rilevatore sia posizionato correttamente, omologato e montato a norma.

 
 
 
 
 
 
 
 

Va detto che è stata la stessa Prefettura, lo scorso anno, dopo che il Comune aveva richiesto ufficialmente l’autovelox, a decidere il punto esatto dove installare l’autovelox. Una decisione assunta assieme ad Anas e Polizia Stradale. Dunque, dopo un anno, il Prefetto cambierà idea? Sulla carta sembra difficile, ma va detto che, nel frattempo, alcuni automobilisti multati con i propri legali hanno presentato ricorso e il giudice di pace gli ha dato ragione.

 
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