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Dopo mesi di sforamenti, finalmente arriva la nota di Legambiente Cesena che, sul grave inquinamento registrato puntualmente nei comuni del Cesenate, lancia il suo appello. Non un grido d’allarme, per la verità, ma un morbido invito alla politica ad impegnarsi affinché si contrastino gli effetti dello smog almeno entro il 2030…

“I dati rilevati fin ad ora – si legge in una nota dell’associazione ambientalista – mostrano un generale peggioramento rispetto al 2023, soprattutto se si osserva il numero di sforamenti di PM10 già raggiunti dall’inizio dell’anno. Modena e Ravenna superano la metà degli sforamenti del valore di PM10 consentiti in un anno rispettivamente arrivando a 21 e 19 volte su 35 (valore limite)”.

“Anche Ferrara, Piacenza e Rimini – prosegue la nota – sono a rischio, con già 17 sforamenti dal 1° gennaio 2024. Visto l’andamento dall’inizio dell’anno, i limiti normativi previsti per il 2030 sembrano sempre più un miraggio. E’ necessaria l’adozione di misure volte a contenere l’emergenza smog in maniera efficace e a proteggere la salute delle persone”.

 
 
 
 
 
 
 

“Alcuni fenomeni atmosferici come la ‘neve chimica’ che nell’ultimo periodo ha ricoperto alcune zone della pianura, sono un chiaro segnale dell’elevata tossicità dell’aria, sempre più compromessa dalla presenza di agenti inquinanti. Chiediamo di intensificare gli sforzi per ridurre le concentrazioni di PM10 entro il 2030, e – conclude la nota – ribadiamo l’urgenza di un monitoraggio sugli effetti dell’inquinamento da traffico veicolare volto a tutelare la salute dei cittadini”.

 
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