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È festa grande a Cesenatico; nella serata di ieri infatti il Bakia ha staccato il “pass” per la finale di Coppa Italia di categoria in una partita a nervi tesi contro il Faenza, squadra sulla carta superiore visti i quasi 10 punti di vantaggio in campionato.

Differenza che in campo è scomparsa da subito, con le due squadre che hanno iniziato a scambiarsi dei botta e risposta già dal fischio d’inizio: la prima occasione del match capita sui piedi di Lorenzini che, dopo aver ricevuto un pallone lungo da Giunchi, ci prova col mancino, parato da Ruffilli. 

Dopo nemmeno un minuto è sempre il Bakia a provarci, con Qatja che spara fuori un tiro dalla distanza. Da qui in poi mette la testa fuori il Faenza, con una serie di tentativi dalla distanza che non impensieriscono Fabbri. Si arriva dunque al minuto 28, quando arriva il primo turning point della serata: Guagneli imbuca bene per Lorenzini che viene trattenuto e atterrato in area di rigore, l’arbitro vede e assegna la punizione massima. Dagli 11 metri si presenta capitan Guagneli, autore della giocata che ha portato al penalty, che buca Ruffilli alla sua destra con un piazzato rasoterra: è 1-0 per il Bakia.

Il primo tempo regala poche altre emozioni, con i granata che provano più volte ad addentrarsi nella retroguardia avversaria senza successo.

 
 
 
 
 
 
 
 

La seconda frazione di gioco vede gli animi scaldarsi, talvolta oltre il limite dell’accettabile, con il direttore di gara Durante costretto a sventolare cartellini gialli a più riprese fino al secondo punto di svolta del match: il rosso per Lucarelli, al minuto 66. Dopo essere intervenuto duramente su Fiaschini e aver acceso il primo focolaio di rissa, decide ‘’scaltramente’’ di afferrare il braccio di Guagneli e recapitarlo addosso al 5 in biancazzurro, l’arbitro nota il gesto ed estrae il secondo giallo nel giro di pochi istanti.

Passano 4 minuti e il Bakia pare trasformarsi per un momento nell’Inter di Simone Inzaghi, quando Bastoni è solito pescare il movimento in profondità di Barella, soltanto con interpreti differenti: Giunchi inventa un lancio di 50 metri che ricorda quelli del difensore nerazzurro, a metà strada fra il portiere granata e Lorenzini in stile Nicolò Barella, il quale arriva per un soffio prima sulla sfera e la lascia rotolare da sola oltre la linea, spalancando le braccia ancora prima dell’effettiva rete.

La pesantezza del gol travolge tutti: dalla panchina agli undici in campo, passando anche per gli avversari che, innervositi e consci dell’incombente sconfitta, decidono di mollare le redini della ragione. Al minuto 76 Bracci si lancia nell’ennesima fuga solitaria della sua partita, schivando sul nascere una brutta entrata di Gimelli il quale,non sazio, si avvicina all’11 per provocarlo e colpirlo al volto mentre l’arbitro era girato. Nessuno degli ufficiali in campo vede il gesto e da lì parte un parapiglia che durerà circa 5 minuti e coinvolgerà tutti, dal campo alle tribune.

Il finale riserva occasioni solo per il Bakia, con i neo entrati Zavatta e Zeqiraj che più volte vanno vicini al gol senza trovare fortuna.

Quello che conta è che sia arrivata la tanto ambita finale, che si terrà il 20 marzo in campo neutro, contro gli emiliani dello Sporting Scandiano.

 
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