Skip to main content

Romagnoli all’estero, ecco il piano della Regione per un maggiore sostegno.

Rafforzare i legami tra la Regione Emilia-Romagna e le comunità degli emiliano-romagnoli nel mondo, puntando sulla valorizzazione culturale e sul supporto alle associazioni dei residenti all’estero. Favorendo inoltre attività di ricerca, studio e formazione, sensibilizzando i cittadini della regione sulle tematiche relative all’emigrazione, promuovendo infine eventi sulle esperienze migratorie degli emiliano-romagnoli, collaborando con altri territori per attività rivolte alle comunità all’estero.

Sono gli obiettivi principali del Piano triennale regionale degli interventi a favore degli emiliano-romagnoli all’estero 2026-2028, approvato dalla Giunta regionale. Un piano, che sarà approvato, il prossimo ottobre, anche dall’Assemblea legislativa, che viene adottato e aggiornato a cadenza triennale in attuazione della legge regionale 5 del 2015 e che elenca gli obiettivi, i criteri per l’assegnazione dei contributi alle associazioni e gli ambiti di intervento per le attività di sostegno e di promozione delle relazioni con i cittadini dell’Emilia-Romagna che vivono fuori dai confini nazionali. Una comunità, quella dei nostri concittadini residenti all’estero, che sulla base della rilevazione del 2024 è composta da oltre 265mila persone, un dato quasi raddoppiato negli ultimi 15 anni.

faro, mare, costa, cesenatico estate
Unisciti al canale WhatsappUnisciti al canale Telegram

La Legge regionale, oltre a indicare l’adozione del Piano triennale, definisce anche i criteri e le modalità per il riconoscimento delle Associazioni e le Federazioni fra Associazioni di emiliano-romagnoli all’estero, che possono essere iscritte all’elenco regionale e possono così prendere parte alla vita della Consulta degli emiliano-romagnoli all’estero ed essere destinatarie di interventi finanziari.

Nel corso del tempo il numero delle associazioni che aderiscono alla Consulta è aumentato, passando in dieci anni dalle 42 riconosciute contestualmente all’approvazione della legge regionale 5 del 2015 alle attuali 80, a cui vanno aggiunte 3 Federazioni. Più nel dettaglio, le 80 associazioni sono presenti con 25 sedi in Europa, 7 in Nord America, 45 in Sud America, 1 in Centro America, 1 in Asia e 1 in Africa.

 

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

Leave a Reply