No al commissariamento della Regione Emilia-Romagna sul dimensionamento scolastico. È la posizione netta espressa dalla Maggioranza in Assemblea Legislativa regionale, che in conferenza stampa ha presentato una risoluzione unitaria a prima firma della consigliera Maria Costi, presidente della Commissione Scuola. L’atto ribadisce la ferma opposizione all’ipotesi di intervento diretto del Governo, giudicato una grave forzatura istituzionale e una lesione del principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni.
Secondo la Maggioranza, l’Emilia Romagna ha affrontato il tema del dimensionamento scolastico con responsabilità, nel pieno rispetto delle norme e attraverso un confronto costante con enti locali, autonomie scolastiche e comunità educanti. Un metodo condiviso che ha consentito di costruire un sistema scolastico equilibrato, efficiente e sostenibile, già oggi caratterizzato da una media di alunni per istituzione scolastica superiore al parametro nazionale.
“Il commissariamento della Regione Emilia Romagna sul dimensionamento scolastico è una scelta sbagliata e ingiustificata – dichiarano la consigliera Maria Costi insieme ai capigruppo Paolo Calvano (PD), Simona Larghetti (AvS), Lorenzo Casadei (M5S) e Vincenzo Paldino (Civici) – perché ignora il lavoro serio e condiviso portato avanti in questi anni. È un atto centralista che colpisce la scuola pubblica, l’autonomia regionale e penalizza in particolare i territori montani e interni”.
La Maggioranza sottolinea come l’ipotesi di una ulteriore riduzione di 17 autonomie scolastiche risulti non solo ingiustificata, ma anche rischiosa. Una simile scelta potrebbe portare alla creazione di istituti eccessivamente grandi, con effetti negativi sull’organizzazione, sulla qualità dell’offerta formativa e sull’accessibilità del servizio, compromettendo il diritto all’istruzione di studenti e famiglie, soprattutto nelle aree più fragili.
“La scuola pubblica è un presidio fondamentale di coesione sociale, sviluppo e cittadinanza – affermano ancora i gruppi di maggioranza – e non può essere governata solo da criteri numerici o da decisioni calate dall’alto. Serve dialogo istituzionale, non imposizioni. Questa linea del Governo rischia di indebolire la scuola pubblica a vantaggio di quella privata, come già avviene in altri settori strategici come sanità e trasporto pubblico locale”.
La risoluzione chiede infine al Governo di ritirare ogni ipotesi di commissariamento della Regione Emilia Romagna sul dimensionamento scolastico e di riaprire un confronto serio e rispettoso, per individuare soluzioni condivise che mettano davvero al centro studenti, famiglie e personale scolastico, tutelando l’autonomia dei territori e il diritto allo studio.

