La bussola tra cielo e mare che unisce anche due continenti
Cosa lega un moderno peschereccio d’alto mare e i cieli infuocati della Seconda Guerra Mondiale? La risposta si trova nella plancia di comando del “Madonna delle Grazie”, l’imbarcazione storica di Cesenatico capitanata da Fabio Lacchini. Qui, tra schermi digitali e radar di ultima generazione, batte un cuore meccanico che sfida il tempo: una bussola aeronautica degli anni ’40.
I relitti sommersi dell’Adriatico
Sebbene il fronte bellico non abbia raso al suolo Cesenatico come accaduto a città limitrofe come Savignano, il mare Adriatico conserva ancora oggi i segni del conflitto. Di fronte alle coste del porto canale giacciono relitti di aerei dell’ultimo conflitto, tra cui imponenti bombardieri statunitensi, veri gioielli tecnologici dell’epoca che non fecero mai ritorno alla base.
Dai racconti che si tramandano tra i lupi di mare, emerge l’origine di questo straordinario strumento di navigazione.
Dal cielo agli abissi: una guida lunga 80 anni
La bussola, costruita intorno agli anni ’40 e originariamente destinata a un velivolo militare, ha dimostrato una precisione leggendaria. Come racconta il comandante Fabio Lacchini, lo strumento ha vissuto diverse vite. Prima è stata installata su un vaporetto successivamente è passata sul vecchio “Madonna delle Grazie”. Oggi è la bussola di bordo del nuovo peschereccio dalla livrea rossa.
Tradizione contro tecnologia
In un’epoca dominata dal GPS e dalla navigazione satellitare, questa reliquia della Seconda Guerra Mondiale continua a segnare la rotta con una affidabilità alla pari delle nuove tecnologie. A distanza di oltre ottant’anni, la “vecchia certezza” della meccanica aeronautica si conferma una guida sicura unendo in un ideale abbraccio due epoche lontane attraverso l’infinito orizzonte del mare.

