Sono stati pubblicati dall’INPS i dati sulle ore di cassa integrazione autorizzate nel corso del 2025.
Nel territorio di Forlì-Cesena sono state autorizzate 3.748.338 ore di Cassa Integrazione complessive (CIGO, CIGS e CIGD), un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024 (+0,2%), ma che conferma una situazione di forte sofferenza del tessuto produttivo locale, soprattutto se si guarda alla composizione degli ammortizzatori e ai settori coinvolti.
Il quadro provinciale:
Il quadro provinciale si inserisce in una dinamica regionale e nazionale estremamente preoccupante: nel 2025 in Emilia-Romagna sono state autorizzate oltre 57 milioni di ore di CIG, con un forte aumento della cassa integrazione straordinaria (+33,8%), segnale evidente di crisi strutturali, riorganizzazioni aziendali ed esuberi di personale. Un trend che a livello nazionale raggiunge oltre 546 milioni di ore, il dato peggiore del periodo post-Covid.
Anche a Forlì-Cesena il dato più allarmante riguarda la cassa integrazione straordinaria, che nel 2025 raggiunge 1.658.268 ore, con un aumento del +16,3% rispetto al 2024. Un indicatore che certifica come, per molte aziende del territorio, la gestione della crisi passi ormai attraverso strumenti straordinari, con ricadute pesanti sull’occupazione e sulla tenuta sociale.
Dal punto di vista settoriale, i dati confermano le difficoltà dei comparti manifatturieri che rappresentano una parte rilevante dell’economia locale. In particolare:
- il settore pelli, cuoio e calzature registra oltre 1,45 milioni di ore di CIG, confermandosi tra i comparti più colpiti, con un aumento del +157,4% rispetto al 2023;
- la metalmeccanica, in particolare quella artigiana, continua a mostrare segnali di sofferenza diffusa, in un contesto segnato da calo degli ordini, aumento dei costi e fine delle risorse straordinarie legate al PNRR.
Il commento della Segretaria generale della CGIL Forlì Cesena:
«I dati del 2025 parlano chiaro e non possono essere minimizzati», dichiara Maria Giorgini, Segretaria generale della CGIL Forlì Cesena.
«La stabilità apparente del dato complessivo nasconde una crescita significativa della cassa integrazione straordinaria, che è sempre legata a crisi profonde e riorganizzazioni aziendali. Nel nostro territorio le maggiori criticità si concentrano nel calzaturiero del Rubicone e nella metalmeccanica artigiana».
«Sul calzaturiero – prosegue Giorgini – abbiamo aperto un confronto specifico con la Regione Emilia-Romagna: il 5 febbraio è previsto un tavolo a San Mauro Pascoli, che riteniamo un passaggio fondamentale per affrontare una crisi che non è più congiunturale ma strutturale, e che richiede risposte industriali, occupazionali e sociali concrete».
Secondo la CGIL Forlì Cesena, l’aumento del ricorso agli strumenti straordinari dimostra come gli ammortizzatori ordinari non siano più sufficienti ad affrontare una crisi che ha cause strutturali: assenza di una vera politica industriale nazionale, mancanza di investimenti, transizioni non governate e progressivo disinteresse del Governo verso il lavoro e il sistema produttivo.
«Serve con urgenza una regia pubblica anche a livello territoriale», conclude Giorgini.
«Senza politiche industriali e senza un sostegno concreto ai settori in crisi, il rischio è quello di una progressiva desertificazione produttiva che colpirebbe lavoratrici, lavoratori e intere comunità locali. La difesa dell’occupazione e della manifattura resta per noi una priorità assoluta».

