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Legalità, la mappa dei beni confiscati: a Cesenatico e in Romagna il riscatto dai clan

L’Emilia-Romagna si conferma ai vertici nazionali per la capacità di trasformare i patrimoni sottratti alla criminalità organizzata in risorse per i cittadini. Durante l’ultima commissione Legalità, l’assessora regionale Elena Mazzoni ha tracciato il bilancio di un impegno che, dal 2011 ad oggi, ha visto investimenti per oltre 7,2 milioni di euro.

L’obiettivo è chiaro: riqualificare gli immobili tolti alle mafie per restituirli alla comunità con finalità sociali, trasformando luoghi un tempo simbolo di illegalità in presidi di cultura e assistenza.

Il bilancio del 2025: numeri in crescita

Il percorso di recupero ha subito un’accelerazione importante nel corso del 2025. Quest’anno la Regione ha destinato circa 650mila euro per il riutilizzo di 15 nuovi immobili. Con questo ulteriore passo, il totale dei beni confiscati e già restituiti alla collettività sul territorio regionale sale a 49.

Focus Romagna: da Cesenatico a Rimini

La provincia di Forlì-Cesena vede al centro dell’attenzione anche il comune di Cesenatico, dove un bene confiscato è già stato destinato a nuove finalità sociali, affiancandosi ai due immobili recuperati nel comune di Forlì. Sono le libere residenze, a questo link il servizio.

ex prealpi libere residenze
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Scorrendo la mappa della Romagna, il quadro si fa ancora più fitto:

Nel ravennate si contano quattro interventi, equamente suddivisi tra i comuni di Ravenna e Cervia.

Nel riminese sono tre le confische che hanno completato il percorso di recupero, interessando i territori di Santarcangelo, Bellaria Igea Marina e Riccione.

La situazione nel resto dell’Emilia-Romagna

Se la Romagna presidia il territorio con interventi puntuali, il resto della regione mostra numeri imponenti, specialmente nel parmense dove si contano ben 19 immobili recuperati (con il caso record di Sorbolo-Mezzani).

Seguono la provincia di Modena con 6 beni, Reggio Emilia con 5, e Bologna che ne conta 4 tra il capoluogo, Gaggio Montano, Pianoro e Pieve di Cento. Chiudono il cerchio Ferrara con 3 immobili e Piacenza con 2.

“Vogliamo garantire che questi beni vengano utilizzati esclusivamente per scopi legittimi”, ha ribadito l’assessora Mazzoni, sottolineando come ogni chiave riconsegnata a un sindaco rappresenti una vittoria dello Stato e della trasparenza sul territorio.

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

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