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Dalla Striscia di Gaza all’Emilia-Romagna: nuove cure oncologiche per una donna e un bambino

L’Emilia-Romagna conferma il proprio impegno umanitario accogliendo due nuovi pazienti oncologici provenienti dalla Striscia di Gaza. Una giovane donna di 32 anni e un bambino di 11 anni sono arrivati nella notte per ricevere terapie specialistiche presso le strutture ospedaliere regionali, nell’ambito di un’operazione coordinata a livello nazionale.

Il ricovero a Parma e Reggio Emilia: l’eccellenza sanitaria al servizio della pace

I pazienti sono stati trasferiti d’urgenza negli ospedali della rete regionale per affrontare patologie oncologiche complesse:

Reggio Emilia: la donna di 32 anni, affetta da una neoplasia oculare, è stata ricoverata all’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Parma: il bambino di 11 anni è in cura presso l’Ospedale dei Bambini (Aou di Parma), seguito dalle équipe di pediatria e oncoematologia.

Entrambi hanno viaggiato con voli di Stato atterrati a Milano Linate, per poi raggiungere le destinazioni finali in ambulanza.

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Accoglienza e supporto per i familiari dei pazienti

La Regione non si limita all’assistenza clinica, ma garantisce un supporto logistico e umano completo. Insieme ai due pazienti sono giunti sette familiari (quattro per la donna e tre per il piccolo), ai quali è stata fornita un’adeguata sistemazione in accordo con le Prefetture. Sono stati inoltre attivati servizi di mediazione culturale per facilitare la comunicazione e l’integrazione durante il periodo dei trattamenti.

I numeri della solidarietà regionale: 13 persone accolte da agosto

Dall’inizio del conflitto, l’Emilia-Romagna ha partecipato a cinque missioni umanitarie per motivi sanitari. Ad oggi, il bilancio dell’accoglienza registra:

13 persone assistite, di cui 12 minori.

42 familiari ospitati e sostenuti nelle strutture del territorio.

Il commento di De Pascale e Fabi: l’abbraccio della comunità regionale

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle politiche per la salute, Massimo Fabi, hanno ribadito l’importanza di questo intervento:

“Continuiamo a fare la nostra parte al fianco di chi vive il dramma della guerra e il dolore della malattia. Mettiamo a disposizione l’eccellenza della nostra rete ospedaliera e l’umanità dei nostri professionisti.”

L’operazione rientra nella missione internazionale MedEvac (Medical Evacuation), coordinata dalla presidenza del Consiglio e dal dipartimento della Protezione civile, con il supporto dei ministeri della Difesa, degli Affari esteri e dell’Interno.

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

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