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Alla vigilia di San Valentino, il ricordo di Marco Pantani torna a emozionare lo sport. A 22 anni dalla scomparsa del Pirata, il gesto del biatleta francese Emilien Jacquelin alle Olimpiadi ha riportato alla mente una delle immagini più iconiche del ciclismo: il lancio della bandana.

Jacquelin come Pantani: lancia bandana e occhiali. E indossa il suo orecchino. Un omaggio potente, simbolico, carico di significato. Durante la 10 km di biathlon alle Olimpiadi, il francese si è reso protagonista di una gara folle, chiudendo il secondo poligono in appena 16 secondi, ma dovendo poi fermarsi ai piedi del podio con un quarto posto finale.

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Il gesto è stato chiaro a tutti: “Pantanesque”. Jacquelin ha corso con l’orecchino del Pirata, donatogli per le Olimpiadi da mamma Tonina e papà Paolo Pantani. Poi, nel momento decisivo della gara, si è liberato di tutto, proprio come faceva Marco nelle sue scalate leggendarie. Via la fascia sulla testa, via gli occhiali. Un richiamo diretto a quanto accadde a Plan di Montecampione, quando Pantani, attaccando contro Pavel Tonkov, si tolse perfino il brillantino dal naso: “Mi appesantiva anche quello”, disse.

Jacquelin ha mostrato la testa rasata, è scattato in avanti con furia, infiammando la pista olimpica. Per qualche chilometro è sembrato imprendibile, spinto dall’energia del gesto e dal ricordo del suo idolo. Ma alla distanza è esploso, pagando lo sforzo e chiudendo quarto.

Sul podio sono saliti il connazionale Quentin Fillon Maillet e i norvegesi Vetle Sjåstad Christiansen e Sturla Holm Lægreid. Per Jacquelin niente medaglia, ma un gesto destinato a restare.

Nel giorno che precede l’anniversario della morte di Marco Pantani, il biathlon olimpico ha regalato un’immagine che va oltre il risultato. Jacquelin quarto alle Olimpiadi, sì, ma soprattutto protagonista di un omaggio che ha unito ciclismo e biathlon nel nome del Pirata. Un lancio di bandana e occhiali che, per un attimo, ha fatto rivivere Pantani sulle nevi olimpiche.

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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