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I referenti della sezione Lega di Forlì e Cesena, Alessandro Rivalta e Virna Lega, si sono così espressi in una nota in merito al nuovo piano idrogeologico. 

“Il nuovo PAI (Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico), redatto dall’ADB-PO (Autorità di bacino distrettuale del fiume Po), sembra stia scontentando tutti, amministrazioni, associazioni di categoria, cittadini e altri soggetti come Legacoop Romagna che ha sollevato un vero e proprio fuoco di sbarramento contro la nuova pianificazione. A un primo comunicato di critica di Legacoop, antecedente perfino alla pubblicazione delle mappe della pericolosità e del rischio alluvioni, l’Autorità di bacino ha risposto sostenendo addirittura di aver utilizzato un ‘approccio che va nella stessa direzione auspicata da Legacoop’. Dichiarazione a dir poco insolita se diffusa da un organismo indipendente alle prese con la difesa d’ufficio della propria nuova pianificazione. Ma se l’obiettivo era calmare le acque, l’accondiscendenza mostrata nei confronti di Legacoop non è servita visto che l’Autorità di bacino è stata nuovamente infilzata dalle reprimende del mondo cooperativo di sinistra che ha lanciato l’accusa al Piano di bloccare investimenti di centinaia di milioni”.

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“Siamo certamente in molti a temere i troppi vincoli e le conseguenti ricadute del nuovo Piano, mentre l’Autorità di bacino lo difende considerandolo indispensabile per ridurre la vulnerabilità del territorio dal pericolo di alluvioni. A dire il vero, tutti rivendichiamo la necessità di salvaguardare il territorio romagnolo, la sicurezza idraulica è tema di primaria importanza e di stretta attualità. Ma serve chiarezza. L’Autorità di bacino deve dare indicazioni precise perché le nuove disposizioni non generino incertezze, difficoltà operative e rallentamenti negli investimenti senza una visione complessiva che tenga conto dell’intero territorio, dalla montagna alla pianura. Alcuni aspetti del documento, a nostro avviso, meriterebbero effettivamente un’attenta valutazione perché potrebbero presentare elementi di criticità proprio sulla prevenzione di nuove alluvioni. Di qui l’urgenza di istituire Tavoli tecnici da approntare al più presto in Regione, nelle Province o nei Comuni dove rappresentanti dell’Autorità di bacino rispondano con la massima comprensibilità agli interrogativi degli interlocutori istituzionali e economici” – prosegue e conclude.

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