a cura dello Studio Faggiotto Samorè
Il lavoro familiare di assistenza: un aiuto concreto per le famiglie di oggi
Negli ultimi anni il lavoro domestico e di assistenza familiare è diventato una presenza sempre più diffusa nelle case italiane. L’invecchiamento della popolazione e i ritmi di vita sempre più intensi rendono difficile, per molte famiglie, garantire da sole la cura quotidiana di un genitore anziano o di una persona non autosufficiente.
La figura della badante o dell’assistente familiare rappresenta quindi un sostegno fondamentale: non solo per le attività pratiche – igiene, pasti, pulizia, compagnia – ma anche per la serenità che offre a tutta la famiglia. Si tratta però di un vero rapporto di lavoro, che deve essere gestito nel rispetto delle regole.
Il riferimento principale: il CCNL lavoro domestico
Il rapporto di lavoro domestico è disciplinato dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL), che regola diritti e doveri sia del datore di lavoro (la famiglia) sia del lavoratore.
Il contratto prevede diversi livelli di inquadramento in base alle mansioni svolte (collaboratore domestico, assistente a persone autosufficienti o non autosufficienti, convivente o non convivente) e stabilisce minimi retributivi, orari, ferie, permessi e tutele.
È sempre necessario formalizzare l’assunzione con:
- lettera di assunzione,
- comunicazione all’INPS,
- versamento regolare dei contributi previdenziali.
Orario di lavoro
L’orario varia a seconda che il lavoratore sia convivente o non convivente.
- Lavoratore convivente: massimo 54 ore settimanali, normalmente distribuite su 6 giorni.
- Lavoratore non convivente: massimo 40 ore settimanali.
Retribuzione
La retribuzione minima è stabilita dal CCNL in base al livello di inquadramento.
Per i lavoratori conviventi, oltre allo stipendio in denaro, sono previsti vitto e alloggio. In caso di assenza di vitto e alloggio, è dovuta un’indennità sostitutiva.
Alla retribuzione mensile si aggiungono:
- tredicesima mensilità,
- eventuali scatti di anzianità,
- trattamento di fine rapporto (TFR).
Il pagamento deve essere accompagnato da un prospetto paga.
Riposi e ferie
Il lavoratore domestico ha diritto a:
-
- Riposo settimanale: almeno 36 ore consecutive (coincidente con la domenica più mezza giornata).
- Ferie: 26 giorni lavorativi all’anno.
- Festività: come per tutti i lavoratori ha diritto del riposo nelle festività nazionali mantenendo il diritto alla retribuzione.
Contributi e tutele
Il datore di lavoro deve versare trimestralmente i contributi all’INPS, che coprono pensione, maternità, malattia e assicurazione contro gli infortuni domestici.
In caso di malattia o infortunio, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto e a specifiche tutele economiche con indennità a carico del datore di lavoro fino massimo a 15 giorni all’anno.
Un esempio concreto di costo: assistente a persona non autosufficente convivente livello CS (54 ore)
Per comprendere meglio l’impatto economico di un’assunzione regolare, prendiamo il caso di un’assistente familiare convivente livello CS, con orario di 54 ore settimanali, che assiste una persona non autosufficiente.
Un supporto professionale fa la differenza
Gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico significa occuparsi di assunzione, comunicazioni obbligatorie, contributi, cedolini paga, ferie, TFR e cessazione del rapporto.
Affidarsi a un professionista consente di evitare errori, sanzioni e incomprensioni, garantendo serenità sia alla famiglia sia alla lavoratrice.
Per questo è importante rivolgersi con fiducia allo Studio di Consulenza del Lavoro Faggiotto Samorè, che possa accompagnare la famiglia in ogni fase del rapporto: dalla valutazione iniziale dei costi fino alla gestione completa degli adempimenti.
Studio Faggiotto Samorè
Viale Raffaello Sanzio, 42 Valverde
Tel. 0547 86414 – raffaella@studiofaggiottosamore.it

