Nel mare Adriatico cambia il volto della pesca. Lo racconta Fabio Lacchini, pescatore del peschereccio Nuova Madonna delle Grazie, impegnato nella pesca a volante con Sirio, un tipo di pesca che oggi si confronta con nuove specie e nuove sfide, tra cambiamenti climatici, nuove normative e mercato del pesce.
Nuove specie nella pesca a strascico e pesca a volante
“Per le barche che fanno pesca a strascico, durante l’inverno si pescano gamberi che prima non si trovavano in questa stagione – spiega Lacchini – La pesca a volante, invece, intercetta oggi specie diverse rispetto al passato. Peschiamo aringhe o alacce, mentre prima eravamo abituati soprattutto ad alici e sardine”.
Non solo. Tra le nuove presenze figurano anche le leccie, prima praticamente assenti, e il tonno rosso anche sotto costa, catturato in quantità maggiori rispetto agli anni scorsi. Marginale, invece, la presenza del granchio blu.
Diminuzione della saraghina e aumento dei prezzi
Se alcune specie aumentano, altre diminuiscono. “La saraghina è calata molto – sottolinea il pescatore – Una riduzione che ha avuto effetti immediati sul mercato, infatti i prezzi sono schizzati alle stelle”.
Cambiamento consolidato o fase ciclica?
Quando si può parlare di trasformazione strutturale della pesca in Adriatico? “Non possiamo parlare di un cambiamento consolidato – continua Lacchini – Al momento queste specie hanno trovato un clima giusto per proliferare, ma il mare va a cicli e potrebbe cambiare”.
Normative pesca e tonno rosso: le criticità
Tra le preoccupazioni principali c’è la questione normativa. “Le nuove specie non sono regolamentate e spesso non sappiamo come comportarci – spiega Lacchini – Le leggi arrivano spesso in ritardo rispetto alla realtà del mare. Anche per il tonno rosso esiste una quota che limita le catture, rendendo complessa la gestione dell’attività. È difficile destreggiarsi. Le leggi non sono adeguate e siamo soggetti a verbali e contestazioni”.
Mercato del pesce: domanda alta, ma serve educazione del consumatore
Il mercato, però, resta ricettivo. “Ha fame di pesce e lo assorbe – afferma Lacchini – Quando c’è un prodotto nuovo bisogna farlo conoscere e all’inizio i prezzi sono bassi perché il consumatore non lo conosce. La valorizzazione commerciale passa quindi anche attraverso informazione e promozione”.
Costi triplicati e progetto di filiera con Giò Mare
Il cambiamento non è né positivo né negativo, secondo Lacchini: “Finché peschi va bene per sostenere l’imbarcazione. Ma i costi sono triplicati per portare avanti l’attività”.
Tra carburante, manutenzione e adempimenti burocratici, la sostenibilità economica resta una sfida centrale.
Una novità importante, però, arriva dalla collaborazione con i grandi commercianti. “Abbiamo stretto una partnership con Giò Mare. Ci aiutiamo a vicenda creando un progetto di filiera. Siamo diventati alleati e siamo riusciti a mantenere vivo il settore grazie a questa collaborazione”.

