Bolkestein, riguarda solo i balneari?
Con questo articolo si vuole estendere la riflessione sulla Bolkestein uscendo dalla logica pro/contro balneari. L’obiettivo che ci siamo posti è vedere in concreto cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi e capire come e quanto le conseguenze si possano estendere oltre il lungomare.
“Non c’è chiarezza dal ministero”
Parlando con alcuni addetti del mestiere c’è un concetto che emerge con forza più volte: “Mancanza di chiarezza”. Dito puntato sul ministero che, oltre i proclami, non ha ancora messo nulla in chiaro lasciando un comparto, un settore economico strutturale per l’economia, in modalità navigazione a vista.
“Il caso delle spiagge in Italia”
Il primo grande “però” della Bolkestein è che questa direttiva dell’Ue non è applicabile, senza un grande sforzo normativo per colmare le differenti situazioni. Le differenze su come sono utilizzate le spiagge non sono solo tra comuni limitrofi, ma anche all’interno dello stesso comune. E Cesenatico non è da meno.
Il paradosso della proprietà su una concessione
L’unica prospettiva che hanno i balneari al momento è partecipare al bando. E qui i “però” si sprecano. Un imprenditore balneare è proprietario dei muri che sorgono su una concessione che va a bando. Nel caso in cui questa persona non riesca a vincere, cosa farà? Per il codice della navigazione deve consegnare la concessione senza immobili sopra. O venderli al nuovo entrante. Ma a quali condizioni se voleva continuare a gestirlo come ha sempre fatto? Che fine fanno gli investimenti fatti negli anni?
“I comuni conoscono pregi e difetti della categoria”
“In attesa del bando tipo – ha spiegato Simone Battistoni, presidente della Coop. Stabilimenti Balneari di Cesenatico -, l’unico strumento per evitare di distruggere totalmente un settore vitale sono gli enti locali. I comuni conoscono pregi e difetti della categoria e hanno la possibilità di fare bandi unendo la corretta applicazione della legge ma anche la tutela del settore. Un settore che è composto da famiglie della comunità di Cesenatico”.
Val la pena ricordare, anche qui con fare cronachistico, che il turismo balneare e i cosiddetti “venditori d’ombra” sono una delle figure nate in Romagna nel dopoguerra. Che una fetta di economia cittadina e rivierasca la si deve anche a loro senza contare che prima del loro avvento la spiaggia era costituita dalla macchia.
Ricorso al Tar e ipotesi stallo
Tornando ai punti interrogativi della Bolkestein, emerge un altro però, anche questo non da poco: l’ipotesi di ricorso al Tar (il Tribunale Amministrativo regionale). È una via che può intraprendere chi si vede togliere la concessione. In questo caso l’attività del bagno, con i dipendenti, l’indotto e anche l’immagine che si presenta ai turisti sarebbe quella dello stallo.
Finché il tribunale non si sarà pronunciato non sarà possibile, da parte del nuovo arrivato né del precedente, sfruttare, come da decenni a questa parte, l’attività. E se questa cosa dovesse riguardare non un bagno ma diverse strutture, che immagine si darebbe? Che impatto economico ci sarebbe? Non è difficile intuire che la portata di uno stop per tutte le attività che gravitano attorno calerebbe visto che non riguarderebbe “solo” l’affitto di ombrelloni e lettini.
La situazione che si è registrata in Liguria e Veneto è quella della presenza di grossi gruppi che sono entrati nel settore. Quello che era un rischio si è avverato. La possibilità che a Cesenatico si perda la dimensione familiare è concreta visto che, i bene informati, sanno di interessati che aspettano la pubblicazione dei bandi per farsi avanti.
Il servizio collettivo
C’è un altro “però” che non appare lampante nonostante sia una rivoluzione nella rivoluzione. È la possibilità che venga meno il servizio collettivo. Qualche esempio. Le dune che sono create per i 7 km di costa sono opera della Cooperativa che racchiude tutti gli associati. Se entrano altre realtà nelle concessioni si perderebbe il fronte comune di intervento. Significherebbe coordinare molti più interlocutori. Stessa cosa per il servizio di salvataggio che è distribuito a copertura dell’arenile.
“Valore degli immobili crollato”
Un altro però è sul valore degli immobili. Quando sono stati comprati, negli anni scorsi, non si pensava certo che la Bolkestein avrebbe messo in discussione la propria attività. Il bene comprato aveva un valore molto alto perché in grado di generare reddito stagione dopo stagione finché il proprietario non decidesse di vendere. Le concessioni infatti venivano rinnovate con diritto di prelazione (diritto di insistenza) per il proprietario. Anche la futura durata della concessione abbatterà il valore della struttura oltre che frenarne lo sviluppo.
Ma anche la mancanza della chiarezza sulla materia ha un impatto economico. Chi è l’imprenditore che investirebbe nella propria attività (con operazioni di ammodernamento e sviluppo) se quella in arrivo potrebbe essere la sua ultima stagione?

