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Iran: Vaccari (Pd)con caro-energia a rischio anche pesca.

“Dal Medio Oriente ai porti italiani, il caro gasolio torna a colpire la pesca. Sui mercati portuali aumenti fino al 60% e prezzi che in diversi porti potrebbero superare 1 euro al litro. Un cosi forte aumento del prezzo del gasolio nei porti italiani rappresenta un nuovo e gravissimo colpo per il settore della pesca, già provato da anni di difficoltà strutturali. Un rincaro che rischia di rendere economicamente insostenibile l’uscita in mare per molte imprese”.

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Il punto sulle marinerie romagnole

Cosi’ Stefano Vaccari, deputato Pd in commissione Agricoltura a Montecitorio e segretario di Presidenza della Camera. “In Emilia-Romagna – aggiunge – la situazione e’ particolarmente preoccupante: le marinerie dell’Adriatico, da Goro a Cattolica, passando per Porto Garibaldi, Ravenna, Cesenatico e Rimini, sono un presidio economico e sociale fondamentale per le comunità costiere”.

“Migliaia di lavoratori e famiglie dipendono direttamente o indirettamente da questo comparto, che rappresenta anche una componente essenziale della filiera agroalimentare italiana”. Vaccari avverte quindi che “il nuovo aumento del costo del carburante rischia di aggravare una crisi già pesante, segnata negli ultimi anni dal caro energia, dalle difficoltà del mercato e dai ritardi nei ristori legati al fermo pesca”.

Uscire o non uscire in mare?

“Molte imprese oggi si trovano nella condizione paradossale di dover scegliere se uscire in mare lavorando in perdita o fermare l’attività. Per queste ragioni – prosegue l’esponente Pd – chiediamo al Governo, di intervenire con urgenza. È necessario ripristinare strumenti di sostegno immediati, a partire dal credito d’imposta sul carburante per le imprese della pesca, già adottato in passato in situazioni analoghe e accelerare il pagamento dei ristori ancora pendenti”.

Il dem suggerisce peraltro una strada percorribile: “Valutare anche l’utilizzo delle risorse del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), che consentono interventi mirati senza gravare ulteriormente sui plafond de minimis delle imprese. La pesca – osserva – non può essere lasciata sola. Parliamo di un settore strategico per l’economia del Paese, per la sicurezza alimentare e per la tutela delle nostre comunità costiere. Servono risposte rapide e concrete – conclude – prima che questa nuova impennata dei costi metta definitivamente in ginocchio molte imprese”

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

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