Tanti auguri Dario Fo
Cesenatico non è stata per Dario Fo solo una meta di villeggiatura, ma un vero e proprio “buen retiro” creativo. Oggi sarebbe stato il suo centesimo compleanno; un’occasione per ricordare il legame con la città del porto canale.
Un rifugio chiamato Sala
Il baricentro del legame tra Fo e Cesenatico si trova in via Vetreto, nella frazione di Sala. Qui, per decenni, Dario Fo e Franca Rame hanno trascorso i mesi estivi in una casa di campagna che era diventata il loro rifugio lontano dai palcoscenici internazionali. I residenti ricordano ancora le lunghe camminate del Maestro lungo le strade bianche, un’abitudine che Fo mantenne fino ai suoi ultimi anni, trovando nella quiete della campagna romagnola l’ispirazione per i suoi testi e i suoi dipinti.
L’amicizia con Primo Grassi e il “Maestro dei Pennelli”
Il legame con la città affonda le radici in una storica amicizia: quella con Primo Grassi, storico presidente dell’Azienda di Soggiorno. Fu proprio Grassi a invitare la coppia a Cesenatico negli anni ’60, dando inizio a un sodalizio che avrebbe trasformato la città in un laboratorio d’arte.
Le Tende al Mare: un’eredità visibile
Uno dei segni più iconici lasciati dal Nobel è senza dubbio l’iniziativa delle “Tende al Mare”. Fu proprio Dario Fo a inaugurare la prima edizione nel 1998, l’anno successivo alla vittoria del Nobel. L’idea di trasformare le spiagge in una galleria d’arte a cielo aperto, utilizzando le tende come tele, risuonava perfettamente con la sua visione di un’arte popolare e accessibile a tutti. Ancora oggi, la rassegna continua a onorare quella visione, rendendo omaggio alla tradizione delle vele “al terzo” che Fo tanto ammirava.
Un cittadino attivo
Fo non è mai stato un ospite passivo. Le cronache locali riportano la sua partecipazione a incontri pubblici al Palazzo del Turismo e il suo sostegno a progetti di mobilità sostenibile e democrazia partecipativa presentati dai gruppi locali.
Oggi, mentre la casa di via Vetreto vive una nuova vita dopo recenti restauri, Cesenatico continua a coltivare la memoria di quel “giullare” che, tra un brindisi in porto canale e un bozzetto dipinto in giardino, ha reso Cesenatico un pezzetto di storia della letteratura mondiale.
Foto Comune di Cesenatico

