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L’incontro è servito per definire una strategia comune per monitorare l’iter legislativo e avanzare proposte concrete. Tra queste si sta facendo largo l’idea di riconoscere un credito o un punteggio agli albergatori titolari di concessioni demaniali, equiparandoli ai concessionari che hanno nello stabilimento la loro unica fonte di reddito.

“Stiamo lavorando insieme per una sinergia sul tema dei bandi – spiega il presidente SIB Emilia Romagma, Simone Battistoni – Parliamo di operatori turistici, tutti soci della Cooperativa Balneari Cesenatico, che hanno già la concessione demaniale, in questo caso dobbiamo collaborare per salvaguardare l’offerta turistica balneare. Dobbiamo quindi coniugare il rispetto delle norme europee e la tutela di chi a investito credendo nelle leggi dello Stato”.

A fronte dell’incertezza normativa legata alla direttiva Bolkestein, il comparto turistico di Cesenatico ha deciso di fare squadra. Ieri pomeriggio (venerdì 10 aprile), nella sede della Cooperativa Stabilimenti Balneari, si è riunito ufficialmente un nuovo network che unisce le attività ricettive impegnate direttamente nella gestione delle concessioni demaniali.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra tre realtà storiche del territorio: SIB (sindacato italiano balneari), ADAC/Federalberghi Cesenatico e FAITA Federcampeggi. Al centro dell’incontro, la crescente preoccupazione per le imminenti gare pubbliche relative alle concessioni, un passaggio che rischia di avere conseguenze profonde non solo per i tradizionali operatori balneari, ma anche per una parte significativa del settore alberghiero.

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I numeri fotografano chiaramente la portata del problema: oltre 120 imprese balneari coinvolte e circa 30 strutture alberghiere — più del 10% degli hotel cittadini — che gestiscono direttamente uno stabilimento. Un sistema che garantisce occupazione a centinaia di lavoratori e che rappresenta un pilastro dell’economia locale.

Per hotel e campeggi, la perdita della concessione significherebbe compromettere l’intero modello gestionale, con ripercussioni sul valore delle imprese e sulla stabilità occupazionale. Proprio per questo, i presidenti Simone Battistoni (Balneari), Alfonso Maini (ADAC) e Terzo Martinetti (FAITA) hanno sottolineato la necessità di superare una visione puramente burocratica della normativa.

L’obiettivo è evitare che la transizione verso il nuovo regime si trasformi in un vero e proprio “esproprio di professionalità”, tutelando bagnini, albergatori e tutto l’indotto turistico. “Non possiamo permettere che decenni di investimenti e tradizioni familiari vengano cancellati da un’applicazione rigida della norma”, è il messaggio condiviso dai partecipanti.

Il network chiede quindi un intervento normativo che, pur garantendo trasparenza nelle gare, sappia riconoscere il valore aziendale e gli investimenti sostenuti dagli attuali concessionari.

spiaggia cesenatico

Il regolamento unico in Romagna

Nel corso dell’incontro è stata inoltre ribadita una linea già approvata lo scorso anno dalla cooperativa: nessun associato potrà partecipare a bandi per acquisire la concessione di un altro socio. Una modifica statutaria votata all’unanimità per evitare fenomeni di “cannibalismo” interno.

In caso di violazione, il socio verrebbe espulso automaticamente e non potrebbe più rientrare nella cooperativa, perdendo così servizi fondamentali come la gestione contabile, la tutela sindacale e l’organizzazione del servizio di salvataggio, con conseguente aumento dei costi operativi.

Una presa di posizione netta che rafforza l’unità del comparto in un momento cruciale per il futuro del turismo a Cesenatico.

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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