La Storia oltre il mito: i soldati non ariani nell’esercito tedesco
Tra le pieghe della storia della seconda guerra mondiale emergono nuovi elementi e curiosità. A tesserne le fila è il ricercatore di Cesenatico Walter Cortesi, un punto di riferimento per chiunque voglia approfondire dettagli, elementi, volti dell’ultimo conflitto.
L’aeroporto di Cesenatico, il campo di prigionia e la mappatura dei bunker tedeschi nella città del porto canali sono solo alcuni de grandi temi che Walter ha approfondito negli anni con dovizia di particolari e foto.
Oltre il mito della razza ariana
Questa volta al contributo storico si aggiunge una curiosità non da poco. Infatti se pensiamo all’esercito tedesco di quegli anni l’immagine che si compone nella mente di molti è quella tipica della così detta razza ariana, Alti, biondi, caucasici. Già, ma non solo.
Ebbene nell’esercito tedesco, e anche nelle ss, erano impiegati truppe e divisioni con soldati indiani e africani. Quindi con carnagione scura o olivastra.
Le curiosità dei sikh
Alcuni di questi soldati sono finiti nel campo di prigionia di Cesenatico. Era quella zona di terra che è subito dopo il cavalcavia della Statale, in direzione Cesena, a sinistra. “Mio babbo – spiega Cortesi – aveva raccolto delle testimonianze, io le ho ritrovate e le ho approfondite”.
“Sono riuscito – spiega – a contattare figli di soldati indiani che avevano servito per l’esercito tedesco e mi hanno raccontato alcuni retroscena. Tra questi quelli legati ai turbanti. L’esercito tedesco aveva permesso ai Sikh di poter combattere mantenendo il turbante. Ma era un privilegio riconosciuto solo a chi era di sangue nobile”.
Secondo i racconti dell’esperto, i Sikh, una comunità religiosa indiana, erano stati obbligati a combattere con gli inglesi che, in India erano visti come occupanti. Alcuni di essi cambiarono casacca preferendo schierarsi con le truppe tedesche piuttosto che star con gli occupanti. Situazione diversa per gli africani che furono fatti prigionieri da Rommel e spinti a combattere con i tedeschi per evitare un destino segnato.
Una verità storica spesso scambiata per “bufala”
“La presenza di soldati di colore – ha spiegato Cortesi – tra i ranghi tedeschi è un fatto documentato, che però viene preso per bufala. Invece, quando mi sono approcciato a comunità Sikh per fare delle ricerche invece mi hanno lodato perché questo argomento è stato nascosto dalla storia e solo in pochi ne sono a conoscenza”.

