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La Lega attacca il Comune di Cesena: “Manifesto ignobile, la sinistra evoca la lotta armata”

Dura presa di posizione degli esponenti del Carroccio contro la campagna di comunicazione istituzionale per la Festa della Liberazione: “Propaganda becera che droga la realtà”.

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Polemica sul manifesto del 25 Aprile: l’affondo di Sirotti Gaudenzi e Celletti

A pochi giorni dalle celebrazioni per la Festa della Liberazione, il clima politico a Cesena si scalda drasticamente. Al centro della contesa, un manifesto promosso dall’amministrazione comunale che riporta lo slogan “Rompere l’assedio”.

Secondo Enrico Sirotti Gaudenzi (capogruppo Lega) e Antonella Celletti (responsabile EELL Lega Romagna), il messaggio diffuso capillarmente in città rappresenterebbe un pericoloso richiamo a dinamiche conflittuali che nulla hanno a che vedere con lo spirito della ricorrenza.

“Il Pd e gli alleati dell’estrema sinistra continuano ad appropriarsi del 25 aprile senza averne diritto,” si legge nella nota ufficiale della Lega. “Quest’anno il Comune ha alzato il tiro con un manifesto dal significato ignobile.”

“Rompere l’assedio”: un richiamo alla violenza?

Il punto critico sollevato dagli esponenti leghisti riguarda l’interpretazione letterale e figurata dello slogan scelto per la comunicazione pubblica. La Lega interroga direttamente la giunta sulle reali intenzioni dietro a queste parole:

  • L’interrogativo: Chi sarebbe l’assediante e chi l’assediato?

  • Il rischio escalation: “Come si rompe un assedio se non con le armi?” chiedono i rappresentanti del Carroccio, ravvisando nel messaggio una “pericolosa deriva manichea” dove l’avversario politico viene sistematicamente dipinto come “il male”.

Il parallelo con gli Anni di Piombo

La nota della Lega non risparmia un richiamo storico ai periodi più bui della Repubblica, citando la stagione della lotta armata a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Secondo Sirotti Gaudenzi e Celletti, nelle aree più radicali della sinistra attuale serpeggerebbe una sorta di “nostalgia del passato” che il Pd non sembrerebbe intenzionato a frenare.

Le accuse all’Amministrazione: “Clima di odio contro il Governo”

La critica si estende poi alla strategia politica complessiva della sinistra locale e nazionale, accusata di utilizzare il 25 aprile come uno strumento di delegittimazione delle forze liberalconservatrici al governo.

I punti chiave della denuncia della Lega:

  1. Strumentalizzazione della Storia: La realtà contemporanea verrebbe “drogata” da ideologismi divisivi.

  2. Mancanza di fermezza: Viene citata la differenza con il vecchio PCI, che secondo la Lega sapeva mostrare fermezza contro l’estremizzazione, a differenza dell’attuale classe dirigente di sinistra.

  3. Linguaggio d’odio: L’obiettivo sarebbe quello di colpire la legittimità democratica del centrodestra a governare.

Conclusioni: “Il 25 Aprile deve essere di tutti”

In chiusura, la Lega ribadisce che la Festa della Liberazione dovrebbe rappresentare un momento di unità nazionale e non un terreno di scontro ideologico. “Ad assediare la nostra società è proprio quella parte politica che utilizza un linguaggio carico di odio, dimenticando che il 25 aprile dovrebbe essere una festa condivisa nel rispetto di tutti i caduti per la libertà”, conclude la nota.

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