Il coraggio di Iris: Walter Veltroni racconta la complessità della scelta partigiana
L’incontro di ieri sera, al teatro comunale di Cesenatico, tra Walter Veltroni e il pubblico ha permesso di riscoprire il volto autentico di Iris Versari, sottraendola alla bidimensionalità del mito per restituirle la sua umanità. Il racconto parte dalle radici: una bambina che sceglie lo studio come primo atto di ribellione. “Iris comincia ad essere Iris fin da piccola”, ha spiegato l’autore, sottolineando come la sua emancipazione sia nata dalla fatica e dalla volontà di autodeterminazione.
Una sfida narrativa: dare voce a una donna della Resistenza
Scrivere il romanzo in prima persona ha rappresentato per Veltroni una sfida stilistica e umana: l’obiettivo era abitare i pensieri di una giovane donna, seguendone il percorso fino al tragico epilogo.
Viene ripercorsa la vita di Iris, romanzandone le parti ignote ma lasciando intatte le informazioni storiche e le testimonianze dell’epoca sul carattere della ragazza morta a 22 anni, tradita assieme alla sua brigata da un ragazzino “maltrattato” dal compagno di Iris, Silvio Corbari.
Al centro della narrazione emerge un tema politico fondamentale: il ruolo femminile nella lotta di Liberazione. Iris non si limita a compiti di supporto; rivendica con orgoglio il titolo di partigiana, rifiutando l’etichetta di semplice “staffetta”. La sua è una partecipazione attiva, fatta di decisioni e combattimento in prima persona.
L’ex sindaco di Roma ha dialogato con Alberto Gagliardo, la serata è stata introdotta dalle parole del sindaco Matto Gozzoli

