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Nautica da diporto: l’Emilia-Romagna si conferma polo d’eccellenza con 1,6 miliardi di fatturato

L’Emilia-Romagna consolida la sua posizione come uno dei principali pilastri della nautica da diporto in Italia. Con una crescita costante che tocca i vertici del mercato internazionale, il settore regionale mette a segno numeri da record: 287 imprese, oltre 3.600 addetti e un giro d’affari complessivo di 1,6 miliardi di euro.

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Di questo fatturato, circa la metà è destinata ai mercati esteri, confermando la vocazione globale della “Nautica Valley” emiliano-romagnola.

Per coordinare questa crescita e affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale, si è insediato oggi a Bologna il primo Tavolo regionale sulla nautica, un laboratorio di politiche industriali voluto per fare sistema tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca.

Il Tavolo regionale della Nautica Valley: innovazione e coordinamento

Sotto la guida di Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione con delega allo sviluppo economico, l’organismo ha riunito una vasta gamma di stakeholder: dai grandi cantieri agli Enti locali, dalle organizzazioni sindacali fino all’Università di Bologna e Ser.In.Ar. (gestore del Tecnopolo di Forlì-Cesena).

L’obiettivo dichiarato è trasformare la filiera in una piattaforma produttiva integrata. Secondo il vicepresidente Colla, il Tavolo non deve limitarsi a finanziare l’innovazione esistente, ma deve costruire un’architettura sistemica:

“Lo yacht è un sistema, non un prodotto. L’efficienza risiede nella capacità di integrare i diversi sottosistemi già in fase di progettazione. Vogliamo orchestrare un’evoluzione innovativa dell’intera filiera, valorizzando la nostra capacità di coniugare precisione industriale e personalizzazione.”

I quattro pilastri per il futuro del comparto

Dal primo confronto sono emersi quattro obiettivi strategici per sostenere il settore nel medio periodo:

  • Osservatorio dell’innovazione: uno strumento per mappare non solo i brevetti, ma la conoscenza tecnica diffusa nel distretto.

  • Programma di Open Innovation: per connettere cantieri e fornitori tecnologici su temi chiave come il digitale e l’energia.

  • Finanziamenti alla ricerca collaborativa: focus su fluidodinamica avanzata, foils e sistemi digitali integrati, ricalcando il successo del distretto aerospaziale.

  • Contaminazione intersettoriale: favorire lo scambio di competenze tra Nautica, Motor Valley e Aerospazio.

polo nautica emilia-romagna

La geografia della produzione: Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena cuore del distretto

Il settore nautico regionale vanta una forte specializzazione territoriale. Il cuore pulsante della produzione si concentra nelle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena (con un presidio rilevante anche a Piacenza). Queste aree rappresentano da sole l’80% degli addetti e il 90% del fatturato totale.

L’industria è caratterizzata da una spiccata concentrazione industriale. Le prime cinque realtà leader — Ferretti, Cantiere del Pardo, Absolute, Solaris Power e Quick — generano quasi la totalità del valore economico regionale. Solo il Gruppo Ferretti, colosso internazionale, incide per il 72% del fatturato, fungendo da traino per l’intera rete di fornitura.

I numeri della crescita: export e mercato del lavoro

Negli ultimi dieci anni, la nautica emiliano-romagnola ha vissuto una trasformazione radicale. Il fatturato e l’export sono più che triplicati, mentre l’occupazione è cresciuta del 60%, portando nel comparto oltre 1.200 nuovi lavoratori.

Export e mercati esteri

Con oltre 800 milioni di euro di vendite all’estero registrate nel 2025, l’Emilia-Romagna si posiziona al quarto posto in Italia per export nautico (11,5% del totale nazionale). Se si considerano le sole imbarcazioni da diporto, la quota regionale sale al 19,5%. I mercati di riferimento rimangono Stati Uniti, Francia e Regno Unito.

Dinamiche occupazionali e nuove competenze

L’analisi del mercato del lavoro nel 2025 evidenzia una domanda crescente di figure tecniche specializzate. Oltre la metà dei nuovi contratti riguarda operai esperti: saldatori, carpentieri, meccanici e artigiani del legno. Il 62% delle nuove attivazioni contrattuali riguarda manodopera straniera, a testimonianza di un settore dinamico che continua ad attrarre forza lavoro per sostenere la propria capacità produttiva.

Sostenibilità e digitalizzazione: le sfide del 2026

Il futuro della nautica passa inevitabilmente per la sostenibilità. Le imprese del distretto stanno investendo massicciamente in:

  1. Propulsione green: motori full electric, ibridi e sperimentazioni sull’idrogeno.

  2. Materiali circolari: utilizzo di fibre naturali e resine riciclabili per facilitare il fine vita delle barche.

  3. Digitalizzazione avanzata: sistemi di navigazione autonoma e manutenzione predittiva.

In questo scenario, la nautica si conferma non solo un asset economico, ma un simbolo dell’eccellenza manifatturiera e del Made in Italy capace di innovarsi senza perdere le proprie radici artigianali.

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