A cura del Professor Ferruccio Dominici

Sabato 17 ottobre 2026, a Cesenatico è stato posto in opera l’impalcato metallico del nuovo ponte del gatto (qui il servizio), come da sempre è soprannominato il collegamento tra i due tratti della ex circonvallazione, oggi via Gino Cecchini, sull’alveo del porto-canale cittadino. Ai forestieri e non solo, suscita una certa curiosità l’origine di tale nomignolo attribuito al ponte, che da sempre ha generato e diffuso ipotesi più o meno creative e fantasiose.

Il sale e la vena

La spiegazione seria e documentata si deve alle ricerche dell’indimenticato concittadino prof. Leonardo Maltoni (par nun ziznadgòt Leo e basta) che sono partite dallo scavo delle saline camerali intorno al 1450, per volere di Domenico Malatesta, detto Novello (il fondatore della celebre Biblioteca Malatestiana). Il motivo della creazione di tale impegnativa opera, pare sia stato dovuto alla cessione delle saline di Cervia ai Veneziani a risarcimento di non meglio precisati debiti contratti con la Serenissima. Sta di fatto che l’alimentazione delle saline con l’acqua salmastra dell’Adriatico (mare notoriamente con percentuale salina intorno al 4%, superiore a quella del Mediterraneo che è al 3%), ha comportato lo scavo di canali detti Vene, ancor oggi presenti nel retroterra urbano.

Il ponte di San Giuseppe

Per giungere in paese e scendere sulla riva destra del porto, chi proveniva dall’entroterra, dopo aver attraversato il Ponte Cherubino sul Venone (quello che scorre parallelo alla ferrovia in direzione Cervia), doveva attraversare il ponte detto di San Giuseppe, dal nome dell’Hospitale per viandanti e pellegrini, eretto e gestito dai religiosi dell’omonima confraternita proprio in quei pressi. Sotto le arcate del ponte, che fino alla distruzione da parte dell’esercito tedesco in ritirata nel settembre 1944 si trovava a monte della ferrovia, erano applicate le paratoie per regolare appunto l’alimentazione delle saline. La costruzione del ponte della linea ferroviaria Ravenna-Rimini risale 1884, mentre l’attuale ponte sulla circonvallazione è stato costruito nel 1923, quando è stata aperta la circonvallazione. Anche quest’ultimo ponte è stato distrutto nel 1944 e ricostruito nel 1955, in sostituzione del ponte di ferro mod. Bailey americano. I tre ponti sono ben visibili in alcune antiche foto panoramiche di Cesenatico.

Perché si chiama Ponte del Gatto

Ma torniamo al nostro Del gatto. A Cesenatico i primi veri pescatori sono stati i chioggiotti qui insediati a fine ‘700 (i romagnoli non si avventuravano in mare e l’unico tipo di pesca da loro praticato era alla tratta) che nel loro gergo le paratoie chiamavano gàtoli, mentre i nativi in romagnolo dicevano gàtul. È stato quindi breve il passaggio per contrazione a gàt , in italiano gatto. Ne deriva, a questo punto, che il simpatico felino domestico, col ponte di San Giuseppe non ci ha proprio nulla a che vedere, se non la continuità nell’uso di questo curioso odonimo.

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