Epifania…”che tutte le feste si porta via…”: il leitmotiv tipicamente italiano al quale si associa l’immagine dell’anziana signora che consegna doni – dolciumi e carbone – a tutti i bambini.
Molti paesi del mondo, tuttavia, al di à del significato per i cristiani e oltre l’evoluzione pagana, elaborano la ricorrenza del 6 gennaio in modi molto diversi.
In Irlanda: il Natale delle donne
Per le donne irlandesi, il 6 gennaio è anche definito “Little Christmas” (piccolo Natale) e si traduce in una vera e propria pausa dalle fatiche domestiche a seguito delle lunghe preparazioni per le festività appena trascorse.
E’ tradizione, dunque, che ci si ritrovi con le amiche per un pranzo o un tè.
Dalla Francia alla Spagna: la Festa dei Re
Il 6 gennaio in Francia è noto come “La Fête des Rois” (Festa dei Re)” e si celebra l’arrivo dei Re Magi a Betlemme, cucinando e mangiando una torta tipica. Sfoglia ripiena di crema frangipane e/o brioche a forma di corona, all’interno della quale è nascosta una fava: chi la trova diventa re o regina per una giornata.
Anche in Spagna è diffusa l’usanza di una torta con all’interno una piccola sorpresa, il “Roscón de Reyes” (ciambella dei Re).
In Germania: i cantori della stella
Nelle aree cattoliche della Germania, protagonisti sono i bambini che, travestiti da Re Magi con tanto di bastone decorato da una stella dorata, vagano di casa in casa raccogliendo dolci e piccole somme di denaro.
Ultimamente l’usanza si è tramutata in una iniziativa benefica: le somme raccolte, infatti, vengono donate ai bambini più bisognosi.
In Svezia: la festa di fine estate!
“Il giorno di San Knut”, che segna ufficialmente la fine delle feste, si volge il 13 gennaio e non il 6.
In questa giornata si rimuovono tutte le decorazioni natalizie e si balla e si canta intorno all’albero, mangiando tutto ciò che è stato utilizzato per le decorazioni: bastoncini di zucchero, ciccolatini, caramelle.

