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Il “Bando Tipo” non basta. Rustignoli (Fiba): “Rischio caos e contenuti”

L’approvazione del bando tipo nazionale per le concessioni balneari da parte del Consiglio dei Ministri è stata accolta come un passo avanti, ma per gli addetti ai lavori la realtà è ben diversa.

Secondo Maurizio Rustignoli , presidente nazionale di Fiba-Confesercenti e della Cooperativa Spiagge Ravenna, ci troviamo di fronte all’avvio di un percorso lungo e privo di effetti immediati. In questa analisi, Rustignoli mette in guardia da facili entusiasmi, sottolineando come manchino ancora le risposte ai nodi cruciali del comparto.

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Una riforma ferma al 1942: l’urgenza di nuove regole

Il vero problema, secondo il presidente Fiba, è l’obsolescenza normativa. L’Italia regola il turismo balneare moderno con il Codice della Navigazione del 1942 , un’epoca in cui il valore economico e la complessità del settore erano minimi rispetto a oggi.

“Come categoria non siamo contrari alle evidenze pubbliche, lo abbiamo detto e ripetuto più volte. Siamo pronti a confrontarci con le gare. Ma quello che riteniamo profondamente ingiusto è arrivare alle evidenze pubbliche senza quel percorso di accompagnamento che è stato promesso per anni e che è indispensabile per evitare che tutto questo si trasformi in un esproprio delle imprese” – si legge da Cesenanotizie.

I due pilastri mancanti: Indennizzi e Codice della Navigazione

Per rendere le gare eque, la categoria chiede due interventi legislativi prioritari:

  1. Riforma del Codice della Navigazione: Per allineare le leggi italiane ai principi europei senza penalizzare il modello turistico nazionale.

  2. Riconoscimento dell’Indennizzo: Non una semplice somma simbolica sui beni non ammortizzati, ma il riconoscimento del reale valore aziendale costruito in decenni di lavoro.

L’altro grande nodo è quello degli indennizzi, limitato al valore dei beni non ammortizzati. Si tratta di una previsione che non tiene minimamente conto della realtà delle imprese balneari italiane. Per la categoria, spiega il Presidente è il valore aziendale costruito in decenni di attività .

spiaggia cesenatico estate

Il “Bando Tipo”: uno strumento utile ma non vincolante

Sebbene il bando possa ridurre la disparità tra Regioni e Comuni, Rustignoli ne evidenzia la debolezza intrinseca:

  • Natura non vincolante: È una linea guida; i Comuni conservano autonomia decisionale.

  • Rischio Contenziosi: Ad oggi, circa il 50% delle gare già avviate in Italia è bloccato da ricorsi. Senza un quadro normativo certo, il contenzioso nazionale appare inevitabile.

Il ruolo centrale di Regioni e Comuni

Con l’obbligo di bandire le gare entro giugno 2027 , il peso operativo ricadrà sulle amministrazioni locali. Il rischio è un’accelerazione disordinata che potrebbe creare un “Far West” amministrativo, danneggiando la continuità dei servizi in spiaggia.

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Le conseguenze sul turismo e il rischio speculazione

L’impatto di una gestione errata della transizione potrebbe essere devastante per l’offerta turistica italiana. Se i concessionari uscenti dovessero smontare le strutture prima dell’ingresso dei subentranti, le spiagge rischierebbero di diventare cantieri aperti per anni.

Allarme speculazione post gara

Rustignoli lancia un monitor sulle possibili infiltrazioni di soggetti strutturati:

  • Acquisizioni predatorie: Grandi gruppi potrebbero puntare a decine di concessioni per rivenderle o affittarle.

  • La proposta: inserire una clausola che vieti vendita e affitto per 3-4 anni dopo l’assegnazione, per tutelare l’identità del comparto (composto al 98% da imprese familiari).

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Conclusione: un clima di pessimismo tra le imprese

Tra i balneari italiani prevalgono oggi amarezza e incertezza. Il timore è che il bando tipo resti l’ennesimo annuncio politico da campagna elettorale, senza risolvere la precarietà di migliaia di famiglie.

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