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Nuovo braccio di ferro sugli affitti brevi tra Consiglio dei ministri e Regione Emilia-Romagna. Nelle stesse ore in cui il presidente regionale Michele de Pascale provava ad aprire un confronto con l’esecutivo sul tema sicurezza, è arrivata la decisione del governo di impugnare la legge regionale approvata a metà dicembre.

Il provvedimento, articolato in quattro titoli e tredici articoli, introduce una nuova destinazione urbanistica denominata “locazione breve”. Tutti gli immobili destinati a questo tipo di attività dovranno adeguarsi alla nuova classificazione. Ai Comuni viene inoltre attribuita la facoltà di fissare limiti percentuali alle locazioni brevi nelle aree più delicate, oltre alla possibilità di vietare frazionamenti o demolizioni finalizzate a nuovi utilizzi turistici.

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Standard di sicurezza e qualità

La normativa regionale prevede anche requisiti stringenti in materia di sicurezza, igiene, efficienza energetica e regolarità degli impianti. Le amministrazioni comunali potranno stabilire ulteriori criteri edilizi per migliorare la qualità dell’offerta e tutelare la vivibilità dei quartieri.

Finora, i tentativi di arginare i grandi operatori del settore attraverso regolamenti comunali si sono rivelati poco efficaci. La legge dell’Emilia-Romagna puntava invece a un intervento più strutturato, consentendo ai Comuni anche di utilizzare strumenti fiscali per scoraggiare l’eccessiva diffusione degli affitti brevi.

Il precedente della Toscana e la reazione della Regione

A dicembre la Corte costituzionale aveva respinto un ricorso analogo contro la legge sugli affitti brevi della Regione Toscana. Proprio su questo precedente si fonda la critica del presidente de Pascale, che ha parlato di “ennesimo segnale di scarsa cultura istituzionale e costituzionale” da parte del Governo Meloni, accusato di utilizzare l’impugnativa come strumento politico.

Secondo il governatore, l’esecutivo dovrebbe concentrarsi su misure concrete per il diritto alla casa e sugli incentivi alla riqualificazione del comparto alberghiero, invece di ostacolare le iniziative regionali.

In attesa del pronunciamento della Consulta, la scelta di Palazzo Chigi rischia di irrigidire ulteriormente i rapporti tra Bologna e Roma, in un confronto sugli affitti brevi destinato a rimanere al centro del dibattito politico.

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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