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A Cesena si accende la polemica dopo le discussioni nate nelle scuole superiori in vista del referendum costituzionale fissato per il 22 e 23 marzo. L’assessore alla Scuola e ai Servizi per l’infanzia, Maria Elena Baredi, esprime forte preoccupazione per ogni interpretazione che possa tradursi in un limite al confronto politico e civile tra gli studenti.

L’ipotesi che negli istituti si possa ostacolare un momento di dialogo viene definita dall’assessore motivo di stupore e disappunto. Da ottobre a gennaio Baredi ha incontrato centinaia di ragazzi delle classi terze e quarte, sottolineando quanto la politica rappresenti un impegno verso gli altri e verso la comunità. Interessarsi alla vita pubblica, ha spiegato agli studenti, significa prendersi cura del presente e del futuro del territorio.

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Per l’assessore la scuola deve restare uno spazio privilegiato di crescita democratica, dove sviluppare spirito critico, partecipazione e consapevolezza. Discutere del referendum che coinvolgerà direttamente i diciottenni chiamati alle urne è considerato un passaggio formativo fondamentale. Impedire il confronto, invece, rischia di sottrarre ai giovani un’importante occasione di maturazione civica.

Baredi rinnova infine la fiducia nelle scuole del territorio, viste come presìdi di libertà e dialogo. Una comunità democratica, conclude, si rafforza attraverso la partecipazione consapevole delle nuove generazioni.

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