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E’ stato presentato ieri mattina (sabato 14 febbraio) a Cesena il Comitato Si Riforma Forlì-Cesena, articolazione territoriale del Comitato nazionale impegnato nella campagna per il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti.

A illustrare le finalità del comitato è stato l’avvocato Jonathan Baratella, coordinatore territoriale, affiancato dagli avvocati Giordano Anconelli e Isabella Castagnoli, intervenuti in qualità di relatori.

Il Comitato Si Riforma è promosso da magistrati, componenti di organi rappresentativi delle giurisdizioni, docenti universitari, avvocati ed esponenti della società civile e del mondo della comunicazione. L’obiettivo dichiarato è quello di sostenere le ragioni del sì al referendum separazione carriere, aprendo un confronto tecnico e trasparente sui contenuti della riforma costituzionale magistratura.

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Il comitato territoriale ha annunciato la partecipazione agli eventi organizzati a livello nazionale, tra cui l’incontro del 21 febbraio a Forlì con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, previsto nel salone comunale in piazza Saffi, e quello del 23 febbraio con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. Ulteriori appuntamenti sono consultabili sul sito ufficiale siriforma.it.

Nel corso della conferenza è stato ribadito che il referendum costituzionale interviene su diversi articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107, 110) con l’obiettivo di introdurre una netta separazione delle carriere magistrati, superando l’attuale sistema di separazione delle funzioni. La riforma prevede inoltre l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare autonoma, chiamata a giudicare eventuali illeciti disciplinari di giudici e pubblici ministeri.

Secondo i promotori, la riforma garantirebbe “ruoli distinti, responsabilità distinte e funzioni distinte”, senza mettere in discussione l’autonomia della magistratura. Al contrario, sostengono, la magistratura risulterebbe più autorevole e indipendente, anche grazie al superamento delle dinamiche correntizie interne.

referendum

L’avvocata Isabella Castagnoli ha sottolineato come la separazione delle carriere giudici PM rafforzerebbe la posizione di terzietà del giudice, assicurando un contraddittorio effettivo e la piena parità tra accusa e difesa. In questa prospettiva, il pubblico ministero potrebbe sviluppare una formazione specifica per le indagini, mentre il giudice resterebbe completamente estraneo alla funzione requirente, facendo capo a un distinto CSM.

L’avvocato Giordano Anconelli, richiamando la propria esperienza quarantennale da penalista, ha evidenziato il collegamento tra l’attuale riforma e la cosiddetta Riforma Vassalli del 1989, che introdusse il sistema accusatorio nel codice di procedura penale. Il referendum giustizia 2026, secondo questa lettura, rappresenterebbe il completamento di quel percorso, consolidando il principio del giusto processo e la piena distinzione tra chi accusa e chi giudica.

Il Comitato Si Riforma Forlì Cesena ha infine ribadito l’impegno a mantenere il confronto su un piano tecnico, aperto anche alle ragioni del no, nel rispetto di tutte le posizioni e con l’obiettivo di offrire ai cittadini un’informazione chiara e approfondita sui contenuti della riforma.

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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